I romanisti che vanno a Genova con i suoi svincoli micidiali. Gli occhi stanchi di chi ha anticipato il sole, alzandosi quando tutt'intorno erano solo buio e il silenzio assordante di una Roma in procinto di stiracchiarsi. Le macchine che sfrecciano sull'autostrada con i passeggeri alle prese con la spossatezza mattutina e i vagoni dei treni riempiti a dismisura di bandiere, stendardi, sciarpe, cori e l'attesa trepidante che precede sempre un arrivo. Nulla si ottiene se non con tenacia e fatica, affermava Cicerone riferendosi all'aspro popolo ligure figlio dei monti, nulla otterranno i romanisti senza di esse. La tenacia di chi nonostante la sconfitta del Wanda Metropolitano e un viaggio da dimenticare, dopo la tensione con la polizia spagnola fuori e dentro lo stadio, si è rimesso in marcia in barba ad ogni fatica. Saranno quasi duemila i romanisti al seguito, un piccolo spicchio di giallo e rosso nel settore ospiti posto al fianco della Gradinata Sud, dimora doriana. Lì dove ebbe luogo la prima,storica trasferta di massa nella storia del tifo romanista in una domenica come oggi di ottantasei anni fa, dove un capitano promise al tifo organizzato che i suoi ragazzi avrebbero onorato con tutte le loro forze la maglia e quelle persone capaci di sobbarcarsi un viaggio di omerica memoria.

In quella Genova che vide diverse generazioni abbracciarsi e due tifoserie festeggiare per motivi tanto diversi quanto emotivamente simili: salvezza e vittoria. Dove Francesco Totti siglò l'ultima delle sue reti su punizione nel massimo campionato, con capitan De Rossi a toccarla leggermente di suola per aprirgli la visuale e un secco esterno destro a suonar la carica, spingendo i suoi alla vittoria. Genova per i romanisti sarà anche l'ultima trasferta del mese di novembre, un mese salutato con la vittoria sul campo della Fiorentina e che si concluderà con una nuova sfida lontana da casa, contro una squadra che ha appena cambiato guida tecnica. Un novembre che ha visto oltre 2.000 romanisti riempire il "formaggino" del Franchi e circa tremila nel settore ospiti di Madrid. Quasi duemila in viaggio con la Roma in un'insolita quanto gradevole domenica di calcio, quelle domeniche così rare nel calendario. Andata e ritorno in giornata, partendo senza aspettare la luce e facendo rientro quando essa sarà ormai un ricordo. Questa sera partiranno subito, riprendendo le parole di un coro che da decenni accompagna il tifo romanista sulle note di "Bandiera gialla". E gialla è stata l'allerta nella giornata di ieri sulla città ligure a causa di un maltempo che, con buona probabilità, lascerà spazio ad una domenica di nuvole ma non di pioggia e con temperature miti. Gialla e rossa come la bandiera che fiera sventolerà su Marassi, mentre tutto intorno sarà rosso e blu. Prima di far rientro nella capitale ed esser posata con cura insieme ai vessilli di questa ciurma sempre in viaggio, la quale dovrà aspettare altre due settimane prima di macinare altri chilometri. Con la Roma in fondo al cuor.