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La storia delle persone, la storia della Roma

L’incontro con Graziani. Il piccolo Fabio è timido, sua madre offre una foto del figlio per l’autografo. Lo scatto è ricomparso pochi giorni fa

Il retro della fotografia di Fabio, con l’autografo di Ciccio Graziani

Il retro della fotografia di Fabio, con l’autografo di Ciccio Graziani

PUBBLICATO DA Danilo Per la Roma
29 Settembre 2022 - 14:03

Questa non è la storia di una partita. Questa è la storia di una madre e di un figlio. E di un giorno lontano degli Anni 80 quando si andava al ristorante per festeggiare una occasione e non per sentirsi Cracco dentro una recensione. Immaginatevi, adesso, lo stupore del piccolo Fabio – prendendo posto con la sua famiglia – nell’accorgersi che, sistemato proprio al tavolo accanto al suo, c’era Ciccio Graziani. Sapete una cosa? Quando sei ragazzino, specie in quel periodo in cui non c’era la pornografia dell’apparire e i calciatori si vedevano poco e niente e si idealizzavano tanto, ritrovarsi così vicini il numero 11 della ROMA rappresentava, per davvero, una emozione speciale. Qualcosa da toglierti l’appetito e pure le parole.

Come a vederlo, allora, Fabio… con la pasta nel piatto, ma la testa girata da un’altra parte: troppo forte la tentazione di osservare un beniamino, troppo più grande di lui il desiderio di potergli chiedere un autografo. Per quello sua madre – chissà se più divertita guardando il suo genuino imbarazzo o felice nell’immaginarselo a scuola, il giorno dopo, nel poter dire d’averci parlato – lo prese per mano per accompagnarlo da Graziani, raccontandogli tutto e strappandogli una risata e, pure, il sospirato autografo. Ma a questo punto devo confessarvi una cosa: questa è solamente la premessa. Perché voglio raccontarvi, più che altro, di come la signora Lidia, all’epoca una giovane donna, prima di alzarsi dal tavolo per accompagnare il figlio prese dalla borsa – per farci fare dietro il tanto desiderato autografo – la foto del piccolo Fabio che lei si portava sempre dietro insieme a quella della sorellina Valeria. 

Quella fotografia, passata quella emozione, chissà poi in tutti questi anni dove era andata a finire. Fino a che, l’altro giorno, per pura fatalità Fabio se l’è ritrovata davanti dopo una vita. Ecco… io non lo so se voi ci credete alle coincidenze o se, invece, siete convinti che le cose accadono perché da qualche parte c’è scritto che devono accadere. Ma so che Fabio la sua mamma l’ha persa solamente da qualche giorno. E che tornando a guardare quella fotografia c’ha rivisto dentro la sua famiglia unita, il ricordo di un’emozione così speciale e il garbo con cui sua madre ci avvicinò a Graziani. E torno, allora, alla prima riga di questo articolo, a quando dicevo che questo non era il racconto di una partita. Perché per quanto a qualcuno possa sembrare strano… ogni volta che mi chiedono cosa rappresenta per me la Roma non parlo mai di un’azione o di un colpo di tacco ma sempre, e solo, di storie come questa. La storia di una fotografia autografata in un ristorante che si chiamava, altra coincidenza, “Paradiso terrestre” e che, a distanza di così tanto tempo, è tornata a emozionare direttamente dal paradiso. FORZA ROMA FA’! 

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