calcio e pepe

Attenzione, narrazione, ritmo e velocità

Il revisionismo, le incongruenze e le partigianerie mainstream sulla sconfitta di Gasperini maturata al cospetto della stupenda Roma di Mourinho

Gasperini e Mourinho prima della vittoria giallorossa per 4-1 a Bergamo (As Roma via Getty Images)

Gasperini e Mourinho prima della vittoria giallorossa per 4-1 a Bergamo (As Roma via Getty Images)

20 Dicembre 2021 - 06:00

Una mattina mi son svegliato e ho trovato il revisor, si sarebbe potuto cantare ieri. Non aspiriamo alla perfezione di una serie tv di successo, ma ci scuserete per il remake di un canto così importante e popolare. In questo caso il fine potrebbe giustificare il mezzo. Dopo le varie revisioni delle televisioni e di alcuni giornali della vittoria della Roma a Bergamo, arriva anche la nostra revisione, cioè la presa di posizione che qualcuno magari additerà - come se fosse una vergogna - come partigiana. Anche se ancor prima delle prese di posizione ci sono i fatti, le incongruenze e le "partigianerie" anti-romaniste, che già sarebbero autosufficienti.

Ha fatto arrabbiare e non poco i tifosi della Roma - e fatto saltare dalla sedia giornalisti, vip e gente comune solitamente neutrale come la Svizzera - il comizio senza contraddittorio e con stravolgimento del regolamento - smentito, chi prima chi dopo, dalle varie tv nella sostanza - a reti unificate (non solo su Dazn) di Gasperini sull'episodio del gol annullato a Zapata per il possibile 2-2 al Gewiss Stadium. Un'invettiva, quella del Gasp (confermata con toni più pacati anche davanti all'evidenza del torto al Club di Sky ieri sera), contro arbitri e Var che non passerà inosservata, crediamo neanche per l'Aia, che sarà velocissima con tutta probabilità a fermare Nasca (e forse Irrati) per la svista procedurale da Var e che fu velocissima, secondo quanto apparso sui giornali del giorno dopo, a seguito del derby romano di andata a definire «inaccettabile» il «teatrino» di Mourinho, al quale fu promessa severità (detto e fatto). Pur comprendendo che sui social network servano click e ritmo, ha fatto poi sorridere (amaro) che il detentore dei diritti tv sul calcio proponesse prima di cena un sondaggio - inedito, almeno sugli episodi sfortunati per la Roma con le giacchette fluo - sul gol annullato, dibattendo il regolamento (sì, il regolamento del gioco del calcio!).

Non da meno, la comunicazione mainstream dei grandi giornali sportivi (già dalla sera di sabato sui siti), dove il "titolo" su Atalanta-Roma non ha riguardato i quattro pappini presi dal maestro Gasperini (adesso sappiamo chi lo è tra lui e Mou), ma il teatrino aizzato dall'artefice della favola Atalanta sul "pasticcio al Var". Non i quattro pappini che la squadra di Mourinho che vuole tornare in Champions e gioca la Conference ha rifilato alla decantata possibile anti-Inter che gioca(va) la Champions, ma - sarà una coincidenza - il teatrino che rischia di far passare la Roma come addirittura in debito con chissà cosa lo sa solo lo stratega di Zingonia. E proprio alla vigilia di due scontri di campionato importanti a inizio anno prossimo con il Milan e la Juventus. Fa infine ridere, non più sorridere, ma è la ciliegina, che su un sito di calciomercato in un articolo tematico sui nerazzurri, invece di dire al Gasp: «Lei, ieri, ci ha fatto prendere quattro pappini, sia gentile!» appaia questo titolo: "Atalantamania, Dea frenata... dal Var, non certo dalla Roma!".

Quindi, ci scuserete, il revisor del revisor oggi siamo noi del Romanista. Schierati, certo. Ma quanto meno dichiarati. E ricordiamo che la Roma sabato pomeriggio è stata "Stupenda" e lo ricordiamo soddisfatti ma vigili, perché in questo calcio, se ti rilassi collassi.

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