Continuità. In questa stagione è stato il male oscuro, a pensarci bene, per la verità, neppure tanto oscuro, con cui la Roma difranceschiana ha dovuto sempre fare i conti. Non si faceva in tempo a pensare, beh il peggio è alle spalle, che subito dopo, puntuale come un esattore delle tasse, la squadra rispronfondava in confusione tattica, gioco al di là dell'ipotetico, personalità lasciata a casa, condizione fisica e mentale a braccetto verso il basso. Ecco, ora ci risiamo. La Roma è reduce dalla boccata d'ossigeno respirata con il successo sul Sassuolo di mercoledì scorso, tre punti che servivano come il pane per ridare contorni meno catastrofici a una classifica che, peraltro, a guardarla fa ancora male al cuore, almeno per come ci aveva abituato la Roma nei precedenti cinque campionati. Allora, quella continuità che fin qui è stato un optional inesistente o quasi, bisognerà metterla in campo oggi pomeriggio al Tardini di Parma, contro una squadra che sta andando al di là delle più rosee aspettative e che avrà il non piccolo vantaggio di poter andare in campo con la consapevolezza che se ci sarà una squadra che avrà da perdere qualcosa questa sarà soltanto la Roma.

Sarà bene che i giallorossi per regalare una fine d'anno con il sorriso ai suoi tifosi (saranno almeno in tremila anche al Tardini perché non sarai mai sola), si mettano bene in testa che la sfida di oggi pomeriggio sarà completamente diversa rispetto a quella giocata mercoledì scorso all'Olimpico. Perché D'Aversa è molto diverso da De Zerbi, poi si può preferire uno o l'altro, comunque diversi. Perché la profondità di campo che il Sassuolo ha lasciato ai giallorossi, stavolta sarà quasi impossibile trovarla. Perché Magnanelli e compagni si erano presentati all'Olimpico per fare la partita mentre Gervinho e i suoi discepoli la partita la aspetteranno, pronti a ripartire in velocità cercando di sfruttare le doti boltiane proprio dell'ivoriano che da queste parti ricordiamo anche con un certo piacere. Perché oggi sarà fondamentale rispettare sempre gli equilibri di squadra per evitare di subire ripartenze tipo quella di Schick contro il Sassuolo che portò al secondo gol dei giallorossi (presente la rete subita a Udine?). Perchè D'Aversa querela se gli consigliano di provare il fuorigioco. Perché la Roma stavolta si troverà di fronte sempre o quasi non meno di nove avversari che avranno l'obiettivo di creare densità, occupare gli spazi, evitare che gli esterni giallorossi possano prendere velocità.

Insomma, sarà una partita completamente diversa da quella che abbiamo visto contro il Sassuolo. Una partita in cui la Roma dovrà fare il Sassuolo, cioè fare la partita, puntando a possesso palla, cambi di fronte, creazione di occasioni che stavolta, non come a Bologna o a Udine, dovranno essere trasformate. Se dovesse succedere, dopo diventerebbe tutta un'altra partita. Anche se, sia chiaro, con questa Roma non si potrebbe comunque rimanere tranquilli. Almeno fino a quando non avrà trovato continuità di rendimento, prestazioni, risultati. Forza Roma.