Aggrappati a Dzeko. Ai suoi gol e alle sue giocate, certo, ma anche alla sua onnipresenza. Edin è ovunque. Tanto in campo avverso - dove riesce a svariare con maestria fra trequarti e area di rigore - quanto in ogni stadio. Il bosniaco è il vero totem per Di Francesco, che a lui non rinuncia mai. E in una fase come l'attuale, in cui l'infermeria è molto più affollata del solito, un giocatore fisicamente solido e sempre disponibile come il centravanti è un valore aggiunto. Ovviamente ogni tipo di scongiuro è lecito, e ci mancherebbe altro in un periodo nel quale i bollettini medici sono all'ordine del giorno. Il reparto offensivo non ha costituito eccezione e ha dovuto fare di necessità virtù. Perotti è praticamente fuori causa da inizio stagione, avendo disputato la sola gara di Bologna per intero più una manciata di minuti a Madrid. Pastore, che forse più di altri avrebbe potuto beneficiare del cambio di modulo, è stato falcidiato dalle ripetute noie ai polpacci che non gli hanno (quasi) mai permesso di giocare nel ruolo prediletto di trequartista. Come se non bastasse, negli ultimi giorni anche Kluivert è rimasto ai margini per un risentimento muscolare avvertito all'immediata vigilia della sfida europea contro il Cska all'Olimpico.

Chi non è mai mancato è stato Dzeko. Tenuto a riposo esclusivamente nella sfida casalinga di campionato contro il Frosinone, match abbordabile sulla carta e per una volta anche sul campo, dove i novanta minuti a senso unico hanno fruttato un 4-0 senza discussioni. Peraltro in una settimana compressa dai successivi impegni nel derby e in Champions col Viktoria Plzen. Prima della partita con i ciociari, soltanto una volta Di Francesco aveva rinunciato per scelta tecnica al suo centravanti-feticcio: nella passata stagione a Ferrara contro la Spal, a pochi giorni dalla semifinale di coppa campioni con il Liverpool. Qualche volta il bosniaco è partito dalla panchina, condizione che però non gli ha impedito di entrare in corso (riuscendo spesso a mettere ugualmente il proprio sigillo sulle gare).

L'unica assenza forzata risale al passato campionato, in casa con il Torino, quando il numero 9 ha guardato i compagni dalla tribuna a causa dell'unica squalifica rimediata per somma di ammonizioni. Nella stagione in corso lo score di Dzeko in Serie A è meno ricco rispetto alle recenti abitudini, con le due sole reti realizzate finora, entrambe in trasferta, a sancire le due vittorie lontano da casa a Torino ed Empoli. Ma Edin si è rifatto con gli interessi in Champions, competizione nella quale è protagonista assoluto in maglia giallorossa con i suoi 15 centri complessivi, dei quali 8 nel corso dell'entusiasmante cavalcata terminata a un passo dalla finale; e 5 in quella attuale, che gli fanno condividere il primato in classifica cannonieri con un certo Messi. È in Europa che il centravanti può vantare un ruolino vicinissimo all'en plein nell'era difranceschiana: 15 presenze, 13 per l'intero match, le restanti due (con Atletico e Shakhtar) per 89 minuti. E anche oggi il tecnico punterà su di lui. Come sempre.