Il commento migliore l'ha fatto Rizzitelli a Roma TV: s'è alzato e se n'è andato. Anche perché quello che c'è stato dopo Massa è stato peggio dell'arbitraggio stesso. Hanno cominciato presto a spostare il tiro sul fatto che Petrachi non può parlare così e che Fonseca sbaglia nelle proteste. Dalla luna al dito, senza dire dove finisca quel dito e cosa ci hanno fatto vedere da ieri pomeriggio da quella prospettiva. Un'espressione poco felice di Petrachi "sul calcio che non è delle signorine" diventa l'oggetto critico dell'intelligenza pallonara invece dello scempio arbitrale. Salotti tv silenziosi e compiacenti verso le solite grandi, che diventano addirittura sarcastici e quasi scocciati di fronte alle proteste della Roma. Tweet sdegnati sullo sdegno della Roma. Tv e giornali che per anni non hanno detto una mezza parola su Petrachi ma da ieri sera s'impegnano a chiosare sulla centralità del bon ton, gli stessi che hanno catalogato come "gaffe" le parole sulla pelle di Lotito! Dite e fate tutto ok, però, perlomeno, dopo aver informato che la Roma è stata penalizzata. Sennò siete tanati, almeno come commentatori di parte. Roba che manco Il Romanista eh (è autoironia, nessuna ammissione).

Massa non ha preso alcuna decisione, non ha indicato il centrocampo, non ha fischiato il fallo, anzi ha detto due volte che non c'era fallo ai giocatori del Cagliari. Ha sfruttato il tempo dei calciatori a terra per farsi dire dal Var se c'era spinta o no. Ma l'unico dei componenti arbitrali di una partita deputato a valutare l'entità di una spinta è l'arbitro in campo. Di fatto ha annullato un gol che non era annullabile perché non era ancora convalidato, ha usato il Var senza utilizzarlo, siamo a paradossi temporali al limite di una serie Tv dozzinale: ha semplicemente violato il protocollo Var (principio 2) per cui "all'arbitro non è consentito omettere una decisione e poi utilizzare il Var per assumerla". Tutto questo è già Cassazione, ma in tv non è stato minimamente raccontato. Tutto questo è già storia senza nemmeno entrare nel merito per cui Kalinic ha preso il tempo al difensore, Olsen è andato addosso a Pisacane, Pisacane è caduto a terra solo dopo il gol della Roma.

Niente di tutto questo. Solo la fretta di ingigantire il dito e offuscare la luna, di zummare sul movimento della spinta dimenticando tutto il resto. Che è anche Lecce, Bologna, che è anche una punizione ridicola fischiata contro Diawara prima del rigore. Tutto questo sarebbe ancora calcio (anche se con la Var è più difficile accettarlo) la cosa proprio insopportabile è che ti vogliono fare la morale, con la miopia di fronte alle grandi ingiustizie e la solerzia verso i fastidi dei potenti: dopo Barcellona Conte è stato raccontato come un allenatore defraudato di una squadra che aveva quasi vinto a Barcellona (letterale), ieri Fonseca un coglione da zittire, quando invece è stato lui a zittire tutti con i suoi coglioni e la sua eleganza. Personalmente s'è preso un pezzetto di cuore, a vederlo così infuriato per un'ingiustizia subita dalla sua Roma. Dalla mia Roma. Dalla nostra Roma. Spero che la partita di ieri serva a questo: a confonderci i pronomi per la Roma. A sentire dentro quella cosa che una volta ci univa e che anche nella rabbia era un modo per dire non toccatecelo l'amore nostro. È la Roma. Se servisse a sentirci uniti quello che è successo ieri i due punti persi sarebbero niente di fronte a quello che avremmo ritrovato: noi. Con la forza di alzarsi, lasciare vuoti gli studi, riempire gli stadi e cantare "Oh Rizzitelli".