Cogito Ergo Sud

E se nasce una nipotina la chiameremo...

La nostra Europa, il diritto di tifare e quello di esserci: Tirana non avrebbe avuto senso senza la gente

PUBBLICATO DA Tonino Cagnucci
22 Gennaio 2026 - 09:01

Se mai mi nascesse una nipotina vorrei si chiamasse Tirana. È una battuta fatta in redazione ieri mentre si parlava di coppa, di Europa, di questa partita con lo Stoccarda e delle trasferte vietate in Italia. Tutti gli elementi a disposizione permettono analisi: ve la immaginate la Roma in Europa senza i suoi tifosi? 

Tirana, ma pure Budapest, sono indimenticabili non per un trofeo alzato e un altro perso, anzi, rubato, ma per le persone che stavano là. Io mi ricordo tutto di Tirana e di Budapest, ma a parte la Roma in campo, mi ricordo prima, dopo, le facce della gente: il nostro durante. Tirana fu un’esplosione trattenuta da troppo tempo, quella coppa non era già solo una Conference ma aveva il significato di una rivincita, di un ritrovarsi, di risentirsi romanisti anche nella vittoria. Toccava a noi. Il giorno dopo Tirana (cara nipotina mia) al Colosseo c’era Roma: la gente sugli alberi, sui pali della luce, la strada ridiventata strada, Mou come Cesare, Zaniolo che era ancora Zaniolo, Mancini, l’amante di Cristante, Pellegrini. Io mio ricordo pure di Maitland Niles! Senza i tifosi Tirana non avrebbe significato niente. Vittoriosa o sconfitta (qui non pareggiamo mai) la Roma ha senso solo se condivisa, seguita: la Roma è la sua gente. 

Il calcio – a chi interessa – è come il teatro: esiste se c’è qualcuno che lo guarda, lo vede, lo vive, lo tifa. Fosse pure uno. Il divieto di trasferta fino a fine stagione in Italia è inconcepibile dal punto di vista del diritto e della logica, è inutile e ingiusto. È quello che ha detto pure Gasperini ieri in conferenza. In uno stato di diritto, dove tra l’altro, accidentalmente, la presunzione d’innocenza vige fino alla sentenza, negare il diritto di trasferta è quasi negare quello di muoversi. La solitUdine che immaginiamo a Udine non è niente se pensiamo a una trasferta europea senza romanisti. Il tifo non è il problema, ma la soluzione contro la violenza. Stasera la Roma gioca dentro uno stadio ancora pieno, in casa e non in trasferta, in Europa pur giocando in Italia, questa coppa vale talmente tanto che ieri Gasperini ha fatto capire di aver bisogno di una squadra tanto forte per poterla vincere. Questa coppa non vale solo la serietà di Gasperini ma la possibilità di viaggiare, da Atene fino a … non lo sappiamo. Non lo diciamo. 

Ci hanno chiuso le porte in Italia, speriamo che le lascino aperte in Europa, solo per stare al fianco della Roma. In una discussione senza senso fra “quartopostisti” e “coppisti”, questa partita dovrebbe unire tutti: se vinci probabilmente vai agli ottavi, salti i playoff che t’arrivano in campionato in mezzo a Juve e Napoli. E sognare pure persino di più. Io vorrei solo arrivare un giorno ad avere un nipotino da chiamare Istanbul. O Costantino (da Costantinopoli): potrebbe essere benissimo il fratellino di Tirana.

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