Senso di coppa
Adesso ci resta l'Europa League o per qualcuno è meglio uscire pure da quella? Meglio un giorno come Tirana e Budapest che vent'anni di quarti posti
Eliminati. Da tre obiettivi a due, che poi uno dei due sarebbe lo Scudetto… Un po’ difficile. L’altra è la coppa Uefa che pure facile non è, ma almeno lì ci dobbiamo provare fino in fondo… O no? Oppure per qualcuno sarebbe meglio uscire pure dall’Europa per puntare al 4º posto? Sono cresciuto che cantavo allo stadio “Coppa Italia sarà!” (così, ritmato, con le lettere tricolori per la finale col Toro nell’80…) e poi “Tricolore sarà” o anche “Vinceremo il tricolor”, o “Centriamo l’obiettivo” con la coccarda, o tanti o. Anni di vita, di Roma, di sogni e (sarà un caso?) i più belli. In tutta la mia vita, nemmeno quando hanno introdotto questa luccicante baracconata tv che è la Champions, ho cantato in curva: “Quarto posto sarà”, o “Vinceremo il quarto posto”.
Nemmeno sull’Albo d’Oro ho mai letto “Quarto posto”, mentre Coppa Italia sì. Nove volte, pensa. Ed eravamo felici a vincerla, pure dopo aver perso qualcosa di più grande (lo Scudetto con Turone nel 1981, la Coppa nell’84, dopo il Lecce nell’86, la Coppa Uefa nel ‘91…). La Coppa Italia è il nostro orgoglio, definisce il romanista che non ci sta. Quello che non lo spezzi soprattutto quando pensi di averlo battuto. Te lo ritrovi lì con la sciarpa tesa e un sorriso che beffa le tue aspettative. Il tifoso della Roma non vuole necessariamente vincere, il tifoso della Roma vuole sognare, pensare di, provare a farlo. La presidenza Friedkin ha iniziato bene perché ha preso Mourinho che per definizione era un sogno già di suo, perché ha finalmente vinto dopo 18 anni, e quella Conference guai a chi la tocca (ve la ricordate quella notte? Li guardate i tatuaggi che vi siete fatti?). Anche Budapest ancora sanguina dolore, ma è stata un’emozione stare lì e arrivare fin lì.
Preferisco un giorno come Tirana e Budapest a 20 anni di 4i posti. Prima di questa proprietà ce n’era una che per me tra il 2014 e il 2018 ha costruito una Roma tecnicamente enorme (Salah, Dzeko, Totti, Nainggolan, Pjanic, DDR, Strootman, Maicon, Alisson…. e mi fermo) ma che non ha vinto niente perché le mancava il mozzico, la tigna, la rabbia. L’umiltà. La voglia folle anche di una Coppa Italia. Sentimenti assolutamente “bassi” e popolari di cui però non solo si nutre la gente romanista, ma che fanno la Roma. Si diceva: “cavolo sarebbe bastata una Coppa Italia!”. Ecco, questo rimpianto facciamo di averlo provato l’ultima volta martedì notte.
È l’ultima cosa che ha toccato da romanista Agostino quella coppa e l’ha alzata sapendo di aver appena giocato la sua ultima partita, 26 giorni dopo aver perso la Coppa Campioni. Eppure ci teneva. Eppure la teneva in alto col peso impossibile da trattenere di un amore che andava via. Oggi c’è chi dice che è stato meglio uscire perché ci siamo tolti un peso. Sono quelli che sognano un piazzamento. Io preferisco sognare ancora. Magari te, Capitano.
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