Romero. Una delle prime cose che ti vengono in testa dopo aver battuto la Juve è Romero. E non ti chiedi perché sei tu Romero, ma ti chiedi come avete fatto a farlo segnare, in quel modo, a quel minuto, come avete fatto a sprecare tutto a Genova, come avete fatto tre quarti di stagione quest'anno... Però almeno stanotte l'urlo più forte è ancora Roma. Una vittoria sulla Juve anche se probabilmente inutile per la Champions non puoi catalogarla, appunto, come inutile. E non solo perché comunque un pugno di percentuale te la regala per un obiettivo realisticamente sempre più lontano (il quarto posto), e nemmeno perché per la Roma fare almeno l'Europa League il prossimo anno dev'essere un dovere (e ve prego smettete solo di pensarlo l'abominio: "mejo senza che fa i preliminari", i preliminari di Europa League li farei fare comunque pure se arriviamo terzi!); è che battere la Juve è da romanista, e se è inutile è ancora più romanista. Esattamente questo. È un colpo contro un'industria. Una mazzafiondata contro il Moloch. Una rosa regalata a un amore che non avrai. Possibilmente in segreto. Una dichiarazione d'amore a perdere ma sempre un 2-0 alla Juve. Una gioia forse fine a se stessa ma pur sempre una gioia contro chi le gioie le raccoglie con la pesca a strascico. Una piccola rivincita della nostra anima contro chi vince talmente tanto che come stavolta aveva già vinto ad aprile.

Questo è, in attesa - a papà - che i buoni possano vincere non solo partite ma i campionati per trasformare veramente le cose. La Roma, il romanismo è un programma contro quello che rappresenta la Juventus (rispettando comunque sempre la passione sincera di qualsiasi tifoso): il potere, la scaltrezza di chi sa il fatto suo, la malizia, anche la capacità, ma quella data da chi sa che ha le spalle coperte, di chi non è stato mai disperato. La Roma è un'idea nata nel 1927 contro il potere, la Roma ha avuto il suo primo inno dopo il 5-0 di Testaccio alla Juve, e il suo primo capitano, Attilio Ferraris, disse no alla Juve venuta a comprarselo a casa del padre Secondo mettendo i soldi sul tavolo. «Riprendeteveli, mio figlio è libero», disse loro papà Secondo. Libero è il nome del Romanismo. Libera è la corsa di Alessandro Florenzi sotto la Sud. Loro con quei soldi continueranno a comprare i giocatori che preferiscono lasciarci per andare a stare meglio, ma noi avremo ancora capitani che scelgono di stare da questa parte pure se a volte è dura. O come in questi giorni durissima. Che non tradiscono. Sarà pure inutile 'sta cosa, come la vittoria di ieri, ma è romanista. Tutto quello che non avrete mai.