Lanci di monetine per sorteggiare chi passa il turno, la polizia che di fatto sequestra oltre cento tifosi romanisti e banane gonfiabili di dubbio gusto (per usare un eufemismo) lanciate in campo: le trasferte della Roma in Olanda di certo non sono banali o prive di emozioni. Non sempre le cose sono andate bene per i giallorossi, ma l'ultimo precedente fa sorridere, quanto meno per quanto concerne il risultato sul campo.

La monetina

L'avventura della Roma nella Coppa delle Coppe 1969-70 è tristemente famosa per l'eliminazione in semifinale a causa del sorteggio: dopo tre pareggi di fila con il Gornik Zabrze, viene lanciata la monetina per decretare chi accederà alla finale, e la Dea bendata sorride ai polacchi. Ma in precedenza, per la precisione agli ottavi di finale, il sorteggio aveva sorriso ai ragazzi allenati da Herrera. Doppio confronto con il Psv Eindhoven: il 12 novembre 1969 a Roma vinciamo 1-0 grazie al gol su rigore di Fabio Capello; al ritorno, gli olandesi vincono con lo stesso risultato (rete di van der Kuijlen). Nei supplementari il risultato non cambia, e il regolamento dell'epoca prevede proprio il lancio della monetina per stabilire che avanza al turno successivo: l'arbitro, l'ungherese Emsberger, e la sorte premiano i giallorossi. «La monetina dice Roma ed è giusto!», scrive all'indomani il Corriere dello Sport. Del resto Ginulfi ha sì parato anche l'impossibile, ma Peirò e compagni si sono visti negare un rigore solare e annullare un gol regolare. Negli spogliatoi del Philips Stadion (quelli riservati alla Roma, ovviamente) è festa grande. Ai quarti gli avversari saranno i turchi del Goztepe, che i giallorossi regoleranno senza troppa fatica. Purtroppo, il cammino si interromperà bruscamente (e immeritatamente) a un passo dalla finale. Della serie: la monetina dà, la monetina toglie.

Sconfitta ad Amsterdam

L'unico precedente in competizioni Uefa con l'Ajax, nostro avversario giovedì, è il doppio confronto nella Champions League 2002-03. Nel secondo girone (all'epoca erano stati aboliti gli ottavi di finale) troviamo i Lancieri, il Valencia e l'Arsenal. Il 10 dicembre 2002 ad Amsterdam la Roma di Capello perde contro la squadra allenata da Koeman: segnano Ibrahimovic e Litmanen per i padroni di casa, nel finale di gara accorcia le distanze Batistuta. Il ko si rivelerà fatale per i giallorossi, che abbandoneranno la competizione dopo aver raccolto cinque punti in sei partite.

Trasferta movimentata

Torniamo in Olanda tredici anni dopo, nei sedicesimi di Europa League. L'andata all'Olimpico con il Feyenoord termina 1-1, ma viene ricordata per le scorribande degli ultras olandesi, che di fatto mettono a ferro e fuoco la Capitale e danneggiano anche la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini, a Piazza Navona. La gara di ritorno a Rotterdam va in scena il 26 febbraio 2015 e, ancor prima del fischio d'inizio, appare chiaro che si tratta di una battaglia. La polizia olandese di fatto sequestra oltre cento tifosi romanisti appena questi sono atterrati ad Amsterdam: smistati su due pullman, i sostenitori giallorossi vengono perquisiti, fotografati e schedati. Per un'ottantina di loro scatta il fermo nella centrale di polizia di fronte allo Stadio de Kuip. In campo l'atmosfera è rovente: sul finire del primo tempo i tifosi olandesi lanciano di tutto in campo, compresa una banana gonfiabile; l'arbitro sospende la gara. La sospenderà anche nella ripresa per lo stesso motivo. I ragazzi di Rudi Garcia, però, non si lasciano destabilizzare o innervosire e vincono 2-1 con i gol di Ljajic e Gervinho, accedendo agli ottavi di finale. Stavolta in ballo c'è addirittura l'accesso a una semifinale europea contro il club più titolato d'Olanda: a Fonseca e ai suoi il compito di tentare di raggiungerla.