Inizio e fine, alfa e omega: le storie di Roma e Torino sono legate da un filo che, con il passare degli anni, si è fatto sempre più spesso. Le sfide tra le due squadre riportano alla memoria di tutti i tifosi giallorossi ricordi dolcissimi, spesso coincisi con successi che hanno fatto da ciliegina sulla torta. Contro i granata abbiamo chiuso in maniera trionfale le stagioni 1979-80 e 1980-81, conquistando due Coppe Italia consecutive (entrambe ai calci di rigore, con Franco Tancredi sugli scudi): sono i trofei che danno il "la" al definitivo salto di qualità della Roma di Viola, Liedholm, Falcao, Di Bartolomei e Conti, che di lì a poco tornerà a cucirsi sul petto il tricolore a quarantuno anni di distanza.

La festa per quello Scudetto si tiene proprio contro il Torino, il 15 maggio 1983 allo Stadio Olimpico: una settimana prima a Genova è arrivato il trionfo tanto atteso e quel giorno i romanisti danno spettacolo. L'impianto si riempie già dalla mattina e, quando le squadre scendono in campo, i ventidue giocatori assistono a uno spettacolo senza uguali, in cui persino il sole è oscurato dal giallorosso delle migliaia e migliaia di persone presenti. Dessena, capitano dei granata, regala a Di Bartolomei un tricolore di fiori; del resto, anche loro ci hanno dato una mano il 27 marzo 1983, ribaltando la Juventus in tre minuti e quaranta secondi, dallo 0-2 al 3-2, nel giorno in cui la Roma pareggia 2-2 a Firenze.

Il Torino è un filo, anzi, un cerchio che si chiude e ci riconsegna quella che è la nostra storia. Anche un anno fa, il 19 gennaio, inaugurammo il 2019 di campionato ospitando i granata all'Olimpico. Tre a due il risultato, con perla di Zaniolo e rigore di Kolarov nel primo tempo; Rincon e Ansaldi ci raggiungono, ma El Shaarawy riesce a firmare il tris che cale tre punti.

Un'iniezione di fiducia per la Roma di Di Francesco, purtroppo illusoria, ma che apre definitivamente le porte del grande calcio a Nicolò, ora protagonista assoluto nell'undici giallorosso: quel contrasto da terra, la caparbietòà con cui si rialza e colpisce sono la fotografia del ragazzo e, per certi versi, anche della squadra attuale, lontana anni-luce da quella della passata stagione.

L'anno solare si apre con i granata anche nel 2002: nel giorno della Befana la Roma di Capello riceve la coppa dello Scudetto conquistato sei mesi prima. Evidentemente è scritto che debbano esserci sempre loro di fronte. La gara la decide una perla di Totti, che mette a sedere Bucci e tre difensori con la suola prima di appoggiare la palla in rete. Una gemma da leccarsi i baffi, degna celebrazione di una giornata così importante. Perché, che sia un inizio o una fine, le partite contro il Torino non sono mai come tutte le altre. Lo dice la storia, e la storia ha sempre ragione.