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Roma-Goteborg: quando l'Olimpico incantò il mondo

14 settembre 1983: i giallorossi guidati da Liedholm fanno il loro esordio assoluto in Coppa dei Campioni

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
14 Settembre 2017 - 17:23

Trentaquattro anni oggi, da quel Roma-Goteborg: è il 14 settembre 1983, quando la Capitale ospitò per la prima volta una gara di Coppa dei Campioni. I giallorossi guidati da Liedholm, al momento dell'ingresso in campo, si trovano di fronte ad uno degli spettacoli più maestosi mai visti in uno stadio italiano. Le torce bruciano in Curva Sud, le bandiere sventolano nell'aria tiepida di una fine estate romana. "Non passa lo straniero", recita uno striscione che ormai è entrato nella storia, anzi, nella Storia.

IL PRIMO GOL

Nel primo tempo non passa neanche la Roma, a dire la verità. E pensare che Bruno Conti e compagni ci provano in tutti i modi, ma il portiere svedese Vernesson sembra una saracinesca. Ci vuole l'inizio del secondo tempo: Falcao raccoglie una respinta della difesa e calcia dal limite dell'area. Il tiro si stampa sul palo, ma l'Olimpico strapieno non fa nemmeno in tempo a maledire la sfortuna, perché il pallone finisce sui piedi di Francesco Vincenzi. L'attaccante ventisettenne è uno di quelli che ha fatto tanta gavetta tra la C e la B: ha giocato nel Milan che ha vinto il campionato cadetto ed è venuto a Roma per fare la riserva di Pruzzo e Graziani. Calcia scivolando, o scivola calciando, talmente tanta è la voglia di bagnare il suo esordio (e quello della Roma) con un gol nella massima competizione per club. La palla finisce dentro. Cerezo cerca di abbracciarlo, lui scappa via sotto la Sud e ad inseguirlo sembra esserci tutta la Roma, non la squadra, ma l'entità, lo stato dell'anima che ci unisce e ci unirà tutti, sempre.

BRUNO SOTTO LA SUD

62': Falcao, Conti, ancora Falcao, un tocco quasi impercettibile, e la palla arriva a Cerezo. Bruno si propone di nuovo, uno-due con Ago e sinistro secco che fulmina Vernesson sul primo palo. Ora sì, che è l'apoteosi: ora sì che lo spettacolo offerto dalla Curva viene ripagato. Conti scivola in ginocchio sotto la Sud: su di lui si catapultano compagni, raccattapalle, persino qualche tifoso delle primissime file. Sembra tutto perfetto, ora ci vorrebbe solo la ciliegina... Invece arriva il Capolavoro.

LA MAGIA

Al 70' il pubblico assiste all'epifania della Roma di Liedholm: si tratta di uno dei gol più belli della storia giallorossa. Falcao non tocca palla, ma è protagonista dell'azione. Come è possibile? Se sei il Divino, bastano due veli per mandare in tilt l'intera difesa avversaria. Ancelotti lo serve, lui si lascia passare il pallone tra le gambe: lo raccoglie Cerezo, che entra in area e manda in estasi un popolo intero.

Da lì inizia la cavalcata degli uomini di Liedholm, che all'Olimpico rifileranno tre gol anche alla Dinamo Berlino. Stesso destino per Dundee, in un altro match memorabile della storia giallorossa. Ma tutto ha origine il 14 settembre 1983, in quella notte di fine estate illuminata dalla Roma e dai suoi tifosi.

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