Quei tacchetti di Obiang rischiano di lasciare un solco. Molto più profondo di quanto già fosse evidente durante la partita di domenica a tutti, tranne che all'arbitro Maresca e al Var Guida. Dopo essere uscito malconcio dal campo nel match contro il Sassuolo, ieri Lorenzo Pellegrini si è sottoposto alle terapie del caso: il ragazzo cresciuto nel vivaio di casa ha svolto i primi controlli proprio a Trigoria. Dove l'ecografia ha rivelato la forte infiammazione dei legamenti della caviglia destra. Il colpo subito dal centrocampista neroverde è stato durissimo e il numero 7 romanista avverte ancora forte dolore. Per ora sembra non presentare nulla di rotto, ma la situazione andrà monitorata con attenzione nei prossimi giorni. Soltanto dopo esami più accurati, si potrà stabilire una prognosi che al momento si teme in tempi non brevissimi.

Per Pellegrini la settimana che si è chiusa col brutto infortunio sembrava iniziata nel migliore dei modi, con l'annuncio dell'arrivo del secondogenito dato dalla moglie Veronica. «La famiglia si allarga. Un dono meraviglioso in questo momento così buio, il nostro raggio di sole. Ti aspettiamo!» il suo post su Instagram, con un significativo riferimento alla positività al Covid di qualche settimana prima, accompagnato dalla foto dell'intera famiglia: lei, Lorenzo e la piccola Camilla. Un'immagine tenera e felice, che ha però stimolato la peggiore risma dei frequentatori di social. Alcuni dei quali hanno pensato (?) fosse normale commentare con insulti, forti (si fa per dire) della coincidenza temporale con la disfatta di Napoli, avvenuta poche ore prima.

Una serie di attacchi personali di infimo livello, che potrebbero aver dato la stura al centrocampista per pubblicare i post al termine della gara con il Sassuolo che tanto hanno fatto discutere. «Voi continuate a parlare e a insultare tutti. Noi continuiamo a correre e lottare per questa maglia. Forza Roma, forza questo grande gruppo». Un messaggio forte, anche e soprattutto in difesa dei compagni (probabilmente in particolare di Pedro, che aveva subito analoghi attacchi dopo l'espulsione), poi parzialmente rettificato, più nella forma che nella sostanza: «Ho sbagliato a usare la parola "falliti", non era per chi critica ma per chi insulta, siamo uomini prima che calciatori!».

La reazione verbale del giocatore è apparsa più che comprensibile, ma ha lasciato strascichi anche a distanza dalla gara. E nella serata di ieri è intervenuto il club, tramite il Ceo Guido Fienga: «Come società siamo vicini a Lorenzo Pellegrini - ha spiegato all'Ansa - non solo come calciatore ma anche come uomo: non è da tutti commettere uno sbaglio e ammetterlo subito, come è successo ieri, scusandosi con coloro che potessero essersi sentiti offesi. Pellegrini si è scusato, a differenza dei tanti che negli ultimi tempi hanno usato parole vergognose nei confronti suoi e della sua bella famiglia. Parole che prescindono dalle critiche e dalle valutazioni calcistiche, ma mirano solo a offendere l'uomo. Lorenzo è un patrimonio della Roma e ne siamo orgogliosi».

Manifestazioni di solidarietà, apprezzamento e vicinanza al numero 7, che in un momento poco felice possono acquistare anche un valore pratico. La scadenza del contratto si avvicina (2022) e in più di un'occasione i vertici societari non hanno fatto mistero di voler costruire la squadra del futuro su lui e Zaniolo. Ma al momento un'offerta vera e propria per il rinnovo non è stata formulata. Lo stesso Fonseca ha sempre utilizzato encomi per Pellegrini - che in cambio è stato disponibile anche non al meglio e in ogni ruolo - e quando Dzeko è stato vicino all'addio gli ha affidato la fascia, che Lorenzo ha restituito al 9 senza fare una piega. Perché per lui il gruppo viene prima del singolo. E la Roma sopra ogni cosa.