Dietro l'innesto di Kumbulla, davanti il ritorno di Dzeko, sulla destra il ballottaggio fra Karsdorp e Peres. Mercato permettendo. E in mezzo? Veretout è la certezza granitica, Diawara vacilla. Non tanto - anzi, affatto - per il caso che lo vede coinvolto suo malgrado e che ha reso ancora più turbolento questo confusissimo (eufemismo) inizio di stagione della Roma. Il guineano a Verona è parso spaesato, autore di troppi appoggi sbagliati per le sue abitudini e nemmeno troppo efficace in fase difensiva. La sensazione di trovarsi di fronte un diesel è rafforzata dal riavvio lento anche dopo il lockdown, quando nelle prime gare sembrava lontano parente del centrocampista sicuro in regia e in interdizione ammirato fino al secondo infortunio al menisco. Allora però lo stop personale prorogato da quello dell'intero movimento concedeva alibi che ora potrebbero non esistere.

Va da sé che una sola gara non può fornire giudizi esaustivi, ma il mezzo passo falso della squadra sul campo del Bentegodi e più ancora le decisioni del giudice sportivo impongono una rapida inversione di marcia. Anche perché domenica sera arriva la Juventus pluricampione, che anche cambiando allenatore e (pochi) interpreti non sembra aver mutato la sua atavica fame. Allora è possibile che Fonseca conceda spazio alle forze fresche. In ogni senso. Gonzalo Villar in testa. Il precampionato dello spagnolo è stato scintillante, tanto da porlo sotto i riflettori e farlo definire «crack» da qualche suo compagno. Schierato in posizione più avanzata rispetto al solito nelle prime amichevoli, ha brillato duettando con i talenti offensivi di stanza a Trigoria e mostrando personalità da vendere. Tecnica e carattere messi in mostra anche e soprattutto negli ultimi impegni della scorsa stagione, al cospetto di avversari di ben altro calibro (Juve e Siviglia), contro i quali è risultato fra i migliori in campo, acuendo i rimpianti europei per essere stato utilizzato col contagocce. Che è poi quanto accaduto pure nella prima giornata di campionato a Verona.

Fonseca lo ha mandato in campo a partita ormai quasi conclusa, proprio al posto dello spento Diawara. Col senno di poi gli assenti spesso hanno ragione, ma il dubbio che con lui in campo la manovra avrebbe potuto essere più fluida - specialmente nel secondo tempo - resta. Senza gettare la croce sull'ex Napoli, sia chiaro. E al netto del pasticciaccio della lista. Ma adesso la sua candidatura riprende quota per la mediana, così come quella di Cristante, che al di là di critiche spesso ingenerose, mostra sempre un'encomiabile dedizione alla causa. Questa volta potrebbe esserci bisogno di lui più in mezzo che in difesa.