Le ordinanze sono arrivate alla spicciolata, su base regionale, quella che riaprirà Trigoria è uscita per le 21, emessa dalla Regione Lazio: dal 6 maggio è consentito «l'allenamento in forma individuale di atleti professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Coni, dal Comitato Italiano Paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse, anche per gli atleti di discipline sportive non individuali».

La sera del primo maggio il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora aveva scritto al comitato tecnico scientifico della Protezione Civile, chiedendo - secondo quanto appreso e riportato dall'Ansa - di «tornare a valutare la possibilità che le linee guida sullo svolgimento da lunedì degli allenamenti per gli atleti di interesse nazionale dei soli sport individuali vengano applicate anche a quelle degli atleti degli sport di squadra». In passato il ministro dello sport aveva più volte manifestato qualche perplessità rispetto all'ipotesi di far ripartire il campionato. Il suo intervento in apparenza sembra teso a sbloccare la ripartenza. Ma c'è anche chi pensa che potrebbe essere il contrario: un invito a valutare con attenzione la situazione. E nel caso bloccare tutto una volta per tutte.

Dalla Via Emilia

A far finire la situazione paradossale per cui atleti professionisti di sport di squadra potevano allenarsi al parco, o sotto casa, ma non in centri sportivi con spazi enormi - quello di Trigoria è uno dei migliori - più che sufficienti a garantire al contempo allenamento e distanziamento sociale, sono state alcune regioni. Il via è partito dall'Emilia, che già il 30 aprile ha emesso l'ordinanza che autorizzava, a partire dal 4 maggio, «in strutture a porte chiuse, gli allenamenti in forma individuale di atleti professionisti, anche di discipline sportive non individuali, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento».

Il Sassuolo è stato il primo club a rendere noto che da lunedì sarà concesso ai suoi calciatori l'accesso ai campi (spogliatoi e palestre rimarranno chiusi) per «sedute individuali facoltative». Che «si articoleranno nell'arco delle mattinate, dal lunedì al venerdì, con lutilizzo di tre campi, presenti 6 atleti all'ora (un atleta per ogni metà campo)». Il tutto, senza la presenza dello staff tecnico «mentre sarà garantito un presidio sanitario di emergenza».

Stesso contenuto per i comunicati successivi, di Bologna e Parma: è sempre specificato molto chiaramente che quella di allenarsi nel centro sportivo è una facoltà e non un obbligo. Il presidente della Regione Sardegna ha annunciato dai aver «autorizzato per gli atleti di discipline sportive per squadre, l'allenamento in forma individuale. E questo significa che gli atleti del Cagliari calcio potranno riprendere individualmente gli allenamenti all'interno di centri sportivi e strutture a porte chiuse ma all'aria aperta». Il Cagliari al momento non ha ancora comunicato la ripresa degli allenamenti.

La Roma in serata ha pubblicato un tweet in cui «ringrazia la @RegioneLazio per la sensibilità dimostrata nei confronti degli sport di squadra. Dalla prossima settimana i calciatori potranno svolgere visite mediche e allenamenti individuali a Trigoria, osservando le linee guida relative al distanziamento sociale». E da lunedì via ai test medici, al Campus Biomedico di Trigoria (il quartiere, non il centro sportivo). La Lazio, che sta spingendo più di tutte per riprendere la stagione, evidentemente convinta di poter interrompere una lunga tradizione di vistosi cali a fine anno (vedi analisi di pagina 4), al momento non ha commentato l'ordinanza della regione di cui ha scelto di portare il nome.

Nuno Romano

«Non sappiamo ancora quando torneremo ad allenarci e, probabilmente, quando sarà il momento sarà fatto in mini gruppi e con un lavoro più specifico di corsa e fitness, senza mettere in contatto gli atleti - ha dichiarato a record.pt il preparatore atletico giallorosso Nuno Romano, qualche ora prima del comunicato della Regione - quindi dovremo sapere quanto tempo abbiamo per il mini pre-stagione. E qui è necessario, per quanto possibile, portare i giocatori ad un alto livello di condizione fisica, in modo da poter far fronte al difficile sforzo che richiederà giocare ogni tre giorni. Ci sarà bisogno di grandi carichi per portare i calciatori nelle migliori condizioni fisiche possibili». Sempre che dalla ripresa degli allenamenti si arrivi anche alla ripresa delle gare, con tanto di disputa delle giornate rimanenti. Cosa che, nonostante il passo avanti di ieri, è tutt'altro che certa.

La circolare del Governo

È arrivata questa mattina la circolare del Governo che estende a livello nazionale il via libera agli allenamenti concesso ieri dalla Regione Lazio e anticipa la data di ripresa a domani, 4 maggio: "È consentita, anche agli atleti e non, di discipline non individuali, come a ogni cittadino, l'attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento".