Quello che i dirigenti giallorossi troveranno al proprio rientro da Boston è un panorama niente affatto rassicurante, almeno sui tempi, per quel che riguarda lo stadio. Domani saranno 2450 giorni da quel febbraio del 2012, sei anni fa, in cui iniziò il vero e proprio iter per la realizzazione dello stadio della Roma, eppure tutto sembra ancora lontano dal potersi realizzare concretamente. In realtà ovviamente i fatti non stanno in questi termini. Mai la Roma è stata così vicina nella sua storia ad avere la propria casa, il proprio impianto. L'esito dell'iter amministrativo per l'approvazione del progetto di Tor di Valle è sostanzialmente segnato. Quello che resta fumoso, a dir poco, sono invece i tempi con si arriverà a dama. E questo dovranno innanzitutto capire i dirigenti romanisti, il direttore Mauro Baldissoni in primis, al proprio rientro. Anche pochi giorni, come ribadito più volte dallo stesso Baldissoni e dal Presidente Pallotta, avrebbe ripercussioni importanti sui costi dell'opera e sui mancati introiti del club. Ed il ritardo ad oggi è già di 4 mesi e non sarà inferiore ai 6. Si attende ancora l'esito della verifica voluta dalla sindaca di Roma Virginia Raggi sui flussi di traffico da e per lo stadio, ed affidata al Politecnico di Torino. Una verifica il cui esito è scontato (come vi abbiamo raccontato in questi giorni) per varie ragioni.

Innanzitutto per il mandato stesso conferito all'istituto piemontese. Un mandato che esclude a priori "analisi comparative con altre soluzioni", per cui non verranno prese in considerazione altre ipotesi di realizzazione di infrastrutture non previste esplicitamente dalla Conferenza dei Servizi (il Ponte di Traiano?). In secondo luogo per la qualità e serietà del lavoro presentato da Eurnova al Comune e realizzato lo scorso anno da Systematica srl, primaria società di consulenza nel settore del Town & Transport Planning. Infine perché quanto già prodotto ha superato il vaglio degli uffici tecnici di Roma Capitale (in prima battuta) e poi di quelli riuniti in Conferenza dei Servizi lo scorso anno

In sostanza il lavoro presentato da Eurnova (e su cui gli unici dubbi sono dovuti ad una intercettazione telefonica tra dirigenti del gruppo di Luca Parnasi nell'ambito dell'inchiesta Rinascimento) è stato considerato esaustivo da tecnici (plurale non casuale) di Comune, Città Metropolitana, Regione e Stato. Un esercito di funzionari che non sono stati nemmeno lontanamente coinvolti nell'inchiesta dei Pm Paolo Ielo e Barbara Zuin (come pure lo stadio, che è fuori da ogni ipotesi contestata agli indagati), e sul cui lavoro non è saggio né opportuno avanzare alcun dubbio. Tre ragioni che garantiscono un esito, come scritto, scontato. I cui tempi però richiederanno presumibilmente almeno un altro mese, portando la ripresa dell'iter amministrativo a non prima di dicembre.

A rassicurare i dirigenti giallorossi invece dovrebbero essere le notizie secondo cui i tecnici di Eurnova, capitanati dal nuovo amministratore delegato Giovanni Naccarato, avrebbero ripreso a lavorare con i tecnici comunali guidati dall'Assessore Luca Montuori, per la compilazione della Convenzione Urbanistica. Un atto che costituirà il vero e proprio contratto tra pubblico e privato, e che dovrà essere presentato in Regione insieme all'adozione del Verbale di Determina della Conferenza dei Servizi e all'approvazione della Variante al Piano Regolatore. Il tutto per ottenere il voto favorevole della Pisana ed il vero e proprio permesso a costruire.