Entro fine mese gli uomini della Roma torneranno ad incontrarsi con quelli del Comune per riprendere il discorso avviato lo scorso 2 marzo tra Dan Friedkin e Virginia Raggi. E questa per ora è l'unica certezza sul futuro stadio della Roma. Infatti, nonostante le numerose voci che in queste settimane si sono susseguite (e si susseguiranno), di concreto c'è ancora veramente poco. L'area su cui edificare l'impianto immaginato dalla nuova proprietà giallorossa è ancora lontana dall'essere identificata, anche se sicuramente gli uomini del club guidati da Stefano Scalera stanno scandagliando il territorio urbano alla ricerca del terreno perfetto. A confermare lo stato dell'arte è stato ieri Daniele Frongia, assessore allo sport e alle politiche giovanili del Comune e uomo molto vicino alla sindaca. «Mi concentrerei sul presente e parlo come esponente della Giunta che non si occupa di questo dossier - ha detto Frongia a NSL Radio -. Quello che dicono Raggi e l'assessore Montuori mi sembra molto chiaro: c'è stato un evidente cambio di rotta da parte della nuova proprietà dell'As Roma che ha avanzato prima informalmente e poi formalmente con una lettera questa intenzione. Nel momento in cui l'amministrazione sta lavorando a un provvedimento o più provvedimenti per realizzare lo stadio se la società cambia idea per lo meno sul luogo questo apre un nuovo scenario. La sindaca ha detto di essere pronta a individuare congiuntamente con la società un nuovo luogo e un nuovo progetto. Tutti quanti abbiamo letto tantissimi posti alternativi ma questo non è oggetto di discussione con me». E tra questi posti non ci sarà lo Stadio Flaminio. Come ammesso proprio da Frongia: «Io sto lavorando sul Flaminio andando nella direzione dell'unico progetto che ci è arrivato, quello della Roma Nuoto insieme ad una compagnia di grandi aziende e gli uffici stanno lavorando su questa proposta che è l'unica pervenuta al momento». E proprio a proposito del Flaminio è di ieri l'indiscrezione che vorrebbe lo stadio di Nervi tra le opere inserite dal Comune per l'utilizzo dei fondi del Recovery: nei 25 miliardi di euro richiesti dal Campidoglio ci sarebbero anche 80 milioni per recuperare l'impianto di Viale Tiziano.