Radovan Vitek si muove con grandi passi verso Tor di Valle. Questo ovviamente non significa che lo stadio della Roma sia più vicino (o lontano) di quanto non fosse ieri. Ma certamente va accolto con favore ogni piccolo movimento nella giusta direzione. E certamente va considerato tale quello che ha fatto l'imprenditore ceco, fondando la CPI Tor di Valle, società in cui confluiranno le proprietà e le attività di Eurnova.
Come abbiamo già scritto, anche in questi giorni, il closing per il passaggio di proprietà dovrebbe avvenire entro la fine del prossimo mese, portando l'ammontare complessivo dell'operazione tra Vitek, la famiglia Parnasi ed Unicredit, a oltre 450 milioni di euro. Gran parte dei quali destinati alla banca per ripianare i debiti delle società dei Parnasi, su tutte Parsitalia. Prima di concludere però vanno risolti alcuni problemi, o meglio ancora saldati alcuni creditori. Infatti Eurnova non vive il suo momento migliore, e dopo l'arresto di Luca Parnasi, ormai quasi tre anni fa, non è stata più (o quasi) in grado di operare.
Nello specifico si tratta di circa 4 milioni di euro da corrispondere alla società Penelope (crediti rilevati dalla Sais di Papalia), circa 20 milioni di euro da corrispondere ai vecchi proprietari dell'ippodromo, la Sais, e una cifra non ben definita da saldare al fisco. Eurnova al momento non è nelle condizioni di recuperare quanto dovuto ai propri creditori, ma conta di poterlo fare ancora una volta grazie all'aiuto delle banche, che stanno facendo da garanti per tutta questa operazione. Una volta completato il passaggio dei terreni a questa nuova società di Vitek, che andrà a operare in vece della consociata maggiore, la CPI Property Group, si potrà riprendere a forzare l'iter amministrativo. Sempre che se ne abbia l'intenzione. Perché, anche qui come già scritto in passato, a Trigoria è in corso una profonda riflessione sul progetto.
La nuova proprietà giallorossa intende aspettare che si torni a una qualche normalità prima di capire come sarà il mondo, prima ancora che il calcio, dopo il Covid. La pandemia sta imponendo una rimodulazione degli spazi pubblici che probabilmente avrà ripercussioni a lungo termine. Uno stadio da 55 mila posti, con annessi ampi spazi commerciali, potrebbe essere sovradimensionato rispetto alle nuove esigenze del club. Se a questo si aggiunge come ormai i Friedkin, anche su consiglio dell'uomo incaricato dei rapporti istituzionali, Stefano Scalera, siano convinti di non poter contare sull'attuale sindaca Virginia Raggi, i conti sono presto fatti. La proprietà preferisce infatti aspettare il prossimo sindaco, atteso al momento per maggio o giugno, ovviamente virus permettendo.