Un brutto pasticcio. Non si potrebbe definire altrimenti quello che sta investendo in queste ore la Roma, la sua proprietà, Radovan Vitek, Eurnova e soprattutto la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Perché sullo stadio e sul progetto per realizzarlo a Tor di Valle anche oggi dobbiamo registrare l'ennesimo intoppo. Datato 13 ottobre, quando il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune di Roma ha scritto al club giallorosso e ad Eurnova per chiedere chiarimenti circa la situazione dei terreni dell'ex ippodromo, che parrebbero non più nella disponibilità dei proponenti. "Il complesso immobiliare - scrive l'ufficio del Comune - non è nella libera disponibilità dell'attuale proprietaria di Eurnova". E stando alla legge sugli stadi questo è un requisito indispensabile. Alla richiesta di chiarimenti del Comune né la Roma né Eurnova hanno risposto, rendendo quindi impraticabile la prosecuzione dell'iter. Ma l'arcano è presto svelato. Il pignoramento dei terreni sarebbe a fronte di un debito pari a 1,6 milioni di euro, e l'udienza per decidere le sorti dei terreni è stata fissata per il prossimo 18 dicembre. La famiglia Parnasi conta di aver completato la cessione di Eurnova a Vitek entro quella data e, una volta incassato quanto dovuto, provvedere al pagamento del debito. Una cifra minima se messa a confronto con i 100 milioni finora spesi, o con gli oltre 200 che Vitek pagherà ai Parnasi, o pessio ancora al miliardo che costerà lo stadio.