Ore decisive per il passaggio delle quote azionarie di Eurnova dalla famiglia Parnasi al gruppo del magnate ceco Radovan Vitek. In queste ore negli uffici dell'avvocato Giuseppe Lombardi, che sta gestendo per Unicredit l'operazione (Vitek è rappresentato dallo studio Dentons e Parnasi dallo studio Di Gravio), stanno arrivando i documenti finali, con tanto di asseverazione del Tribunale di Roma, per completare un giro di volta che ha preso il via ormai già da questa estate. Un giro ben più complesso della sola Eurnova, ma che coinvolge tutte le società che a vario titolo compongono la galassia della famiglia di costruttori romani. Il ceco infatti sta rilevando il debito dei Parnasi nei confronti dell'istituto di credito guidato da Jean Pierre Mustier, per una cifra superiore ai 500 milioni di euro.

La società più esposta è Capital Dev (società creata proprio su indicazione di Unicredit nella fase della prima importante ristrutturazione del debito), per circa 300 milioni di euro, seguita da Parsitalia (la primogenita della famiglia, guidata per anni da Sandro Parnasi) con 200 milioni e, infine, da Eurnova con (soli) 30 milioni. Con un colpo solo quindi Unicredit si libererà del fardello accumulato negli anni da Sandro (prima) e Luca (poi) Parnasi.

Contestualmente Vitek acquisirà interamente, con un ulteriore esborso di circa 50 milioni di euro, il completo controllo di Eurnova, con annessi progetto Stadio e terreni di Tor di Valle. Un passaggio che dovrebbe precedere quello del club nelle mani di Dan Friedkin, su cui pure si continua a lavorare senza sosta. Da oggi in poi ogni momento è buono per l'annuncio ufficiale, con la data di domani, sabato 15 febbraio, da segnare in rosso sul calendario. Un annuncio che avrà poi importanti ripercussioni per l'iter amministrativo di approvazione del progetto stadio. Infatti anche se non ci risulta che il ceco abbia parlato o si sia incontrato direttamente con la proprietà giallorossa, sia essa quella in uscita o quella in entrata, gli emissari di Vitek però sono in costante contatto con i dirigenti di Eurnova ed anche con importanti dirigenti dell'amministrazione capitolina.

Le cifre di un colosso

Del resto il gruppo di Vitek rappresenta la soluzione più naturale per l'investimento nell'area dell'ex ippodromo di Tor di Valle, e spiegherebbe il senso di tutta l'operazione. La CPI Property Group (la società di Vitek appunto) è proprietaria di immobili commerciali nella Repubblica Ceca, a Berlino e in tutta l'Europa centrale. Ha la propria sede in Lussemburgo e le sue azioni sono quotate alla Borsa di Francoforte. Conta ad oggi una liquidità di 1,5 miliardi di euro, un portafoglio europeo da 7,9 miliardi, e asset totali per 9.5 miliardi.

Un colosso che non avrebbe alcuna difficoltà a sostenere l'operazione da oltre un miliardo di euro prevista su Tor di Valle, e che anche anzi potrebbe così sbarcare ufficialmente nella Capitale ed espandere ed arricchire il proprio asset. E dal Campidoglio nessuno più nasconde come l'arrivo di Vitek rappresenti una boccata d'ossigeno essenziale per riprendere slancio e portare finalmente a casa la tanto attesa approvazione del progetto legato allo stadio della Roma.

Il modo migliore per togliere definitamente dal tavolo il nome di Luca Parnasi. E questo a corredo delle archiviazioni che arrivano costantemente dalla Procura, in primis quella della sindaca della scorsa settimana, ultima in ordine di tempo (due giorni fa) quella dell'amministratore delegato di Acea Stefano Donnarumma. Tutti elementi che liberano il campo da ogni ombra e da ogni possibile alibi.