Oggi non sarà il giorno della fatidica fumata bianca sullo stadio della Roma. Siamo chiari da subito. Ma se proprio vogliamo parlare di fumo, quello di oggi potrebbe essere quello di un simbolico calumet della pace. E questo è un ottimo punto di partenza. Infatti poche ore prima della partita che vedrà impegnata la squadra questa sera si svolgerà, finalmente, un incontro tra privati e Comune. Da una parte del tavolo ci saranno la Roma ed Eurnova, con il vicepresidente Mauro Baldissoni a guidare la delegazione giallorossa, dall'altra i tecnici della Giunta Raggi.

Un incontro che segna ufficialmente la ripresa del lavoro interrotto lo scorso luglio, un po' per la abituale pausa estiva, molto in realtà per una diversa impostazione tra le due parti. Un disgelo sottolineato anche dall'Assessore allo Sport Daniele Frongia, che ai microfoni di Radio Roma Capitale ha dichiarato: «Posso solo confermare quello che so, cioè che dopo l'estate sono ripresi i confronti, gli incontri tra proponente e gli uffici preposti di Roma Capitale e questo mi sembra un buon segnale». Un segnale che non va troppo interpretato onestamente.

Quello che invece sarà necessario capire è come la pubblica amministrazione intenda procedere nei prossimi incontri. La Roma è sempre più convinta delle proprie ragioni, forte anche del parere della Regione Lazio che ad agosto si è espressa con un documento ufficiale. I dirigenti dell'Ente guidato da Nicola Zingaretti hanno confermato quanto deliberato dalla Conferenza dei Servizi, contraddicendo i tecnici del Comune sulle opere pubbliche che avrebbero dovuto vincolare l'apertura dello stadio.

La mobilità resta però al centro dei pensieri della sindaca, che su questo fronte si gioca la faccia all'interno del Movimento. Per questo nelle scorse settimane ha preteso un impegno del Governo per il finanziamento del Pums (il piano urbano di mobilità sostenibile), scontrandosi con la nuova ministra delle Infrastrutture, la dem Paola De Micheli.

La prima mossa della Raggi è stata quella dell'ennesimo rimpasto di Giunta, che ha visto tra gli altri la promozione di Pietro Calabrese, che da presidente della commissione mobilità andrà all'assessorato ai Trasporti, prima di Linda Meleo, che ora verrà spostata ai Lavori Pubblici. Calabrese è uomo fidato della sindaca ed è rappresentativo di una svolta nelle politiche capitoline. Perché dalla nuova Giunta non solo, come prevedibile, restano fuori esponenti vicini al PD (esemplare l'estromissione di Laura Baldassarre, vicina al neoministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora), ma vengono fatti fuori anche i rappresentanti delle altre anime del Movimento 5 Stelle.

Quindi la Raggi prende pienamente il controllo della propria amministrazione, forse per la prima volta da quando eletta. Tornando a Calabrese, le sue posizioni nei confronti dello stadio, finora non sono state proprio favorevoli. Spesso si è fatto portavoce delle posizioni più oltranziste del Movimento, ed anche nel recente passato ha avuto modo di sottolineare la posizione grillina a svantaggio di quella dei proponenti. Così è stato anche per la contestualità delle opere pubbliche.

Ed ecco quindi che da oggi per la Roma sarà importante vedere quali carte vorrà giocare la Raggi. Se quelle del dialogo, rappresentate dai vari Frongia, Montuori e Bergamo. O quelle della rigidità di Calabrese e degli altri nuovi assessori. Da chi sta lavorando sul progetto filtra un cauto ottimismo. Ma a questo punto contano solo i fatti.