Oggi gli uffici tecnici del Comune torneranno ad incontrarsi con quelli di Acea, per definire alcuni importanti dettagli al fine della corretta stesura della Convenzione Urbanistica per il nuovo stadio della Roma. Un passaggio, questo, che segna la ripresa dell'iter burocratico per l'approvazione definitiva del progetto, dopo un'estate fatta di attese, purtroppo spesso vane.

Un incontro, quello di oggi, che fa seguito alle parole degli assessori De Santis e Frongia della scorsa settimana. Entrambi si sono trovati in circostanze diverse a ribadire la volontà del Campidoglio di portare a casa il progetto, dopo i tentennamenti degli ultimi mesi, probabilmente anche sulla scorta del nuovo patto di Governo che allontana le nubi dalla testa della sindaca Virginia Raggi. L'assessore al personale di Roma Antonio De Santis ha testualmente dichiarato: «I lavori stanno sicuramente andando avanti. Non è un dossier che seguo da vicino, ma ci sono possibilità di portarlo avanti, ho sentito gli assessori competenti. È un progetto che sta proseguendo bene e che credo possa arrivare a compimento». Stesso concetto espresso pochi giorni prima dall'assessore capitolino alle politiche sportive Daniele Frongia: «La volontà politica del Campidoglio è di andare avanti. A breve ci saranno nuovi incontri per riprendere l'iter».

E puntualmente stanno arrivando gli incontri. I prossimi, a stretto giro, vedranno coinvolti tutti gli uffici competenti di Roma Capitale, per cercare una linea comune da presentare poi ai proponenti. Che da parte loro non hanno mai cessato di lavorare e aspettano solo di essere nuovamente convocati. Quanto ribadito dagli uffici della Regione ormai un mese fa, vale a dire come non si possa strettamente vincolare l'apertura dell'impianto al completamento del rafforzamento della Roma-Lido, ha convinto la Roma e i suoi soci nel progetto a pazientare, nella consapevolezza che le scuse fossero ormai terminate. E così sembra essere finalmente.

I due documenti fondamentali

Da parte della Pubblica Amministrazione come di consueto non c'è fretta, anche perché l'Assemblea capitolina sarà impegnata con il Bilancio consolidato da approvare entro il prossimo 30 settembre. Soltanto dopo questa scadenza si potrà prendere in considerazione di impegnare i consiglieri nell'approvazione dei due documenti fondamentali che ancora mancano per lo stadio.

La Variante al Piano Regolatore Generale della città è forse quello politicamente più delicato, sul quale si registrano le maggiori frizioni all'interno del Movimento 5 Stelle. D'altra parte è però quello tecnicamente meno complicato, e sostanzialmente completato. La Convenzione è invece in via di definizione. Su questa si sta giocando la partita tra Giunta e privati. Una partita il cui esito, col passare dei giorni e dei mesi, appare sempre più inevitabile.

La speranza è che si possa giungere alla conclusione di questa fase dell'iter entro l'anno in corso, per poi rimandare tutta la documentazione in Regione per l'approvazione finale e la vera autorizzazione a costruire. I passaggi successivi sono poi meramente di natura tecnica e non prevedono alcuno slittamento possibile. Sembra comunque improbabile pensare di iniziare a costruire prima della prossima primavera, ed impossibile nei tempi indicati sei mesi fa dalla sindaca (vale a dire entro dicembre). Di questo a Trigoria - e a Boston - sono perfettamente consapevoli, ma si preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno, e puntare all'approvazione del progetto, anche se con quasi due anni di ritardo rispetto a quanto previsto.