Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. Almeno questo sosteneva la scrittrice di gialli Agatha Christie. E noi ieri siamo arrivati non alla prova, ma quantomeno alla coincidenza. Perché nel primo pomeriggio è andato in scena il secondo incontro (nel giro di meno di due mesi) tra la Roma e il Comune di Fiumicino.

Ad incontrare per poco meno di un'ora il sindaco della città aeroportuale Esterino Montino una delegazione guidata dal vicepresidente esecutivo giallorosso Mauro Baldissoni, e composta tra gli altri anche da due uomini giunti appositamente da Boston e da un progettista tecnico. L'incontro, dopo lo scambio formale di saluti e di cortesia del mese scorso, questa volta sarebbe servito ad entrare nel merito della proposta avanzata da Montino alla Roma.

Si è insomma verificata la consistenza e sussistenza della possibilità di spostare il progetto di circa 7 chilometri rispetto alla sede attualmente prevista. Un'area a ridosso del centro commerciale Da Vinci, tra le autostrade Roma-Fiumicino e Roma-Civitavecchia, di circa 350 ettari. Su cui peraltro non esistono vincoli, già destinata ad impianti ed edificabile secondo il Piano Regolatore, e su parte della quale addirittura esisterebbero delle Convenzioni già firmate.

Fatti questi che renderebbero l'iter procedurale quantomeno rapido. Lo scorso mese il sindaco Montino ci parlò in un'intervista al nostro giornale di al massimo sei o otto mesi dalla presentazione del progetto all'approvazione finale. La delegazione del club ha preso quindi visione dell'offerta di Fiumicino, entrando, per quanto possibile, nel merito della vicenda. Ed a conferma di come la città del litorale romano stia facendo sul serio, poco dopo i consiglieri comunali di opposizione Mario Baccini, Roberto Severini e Alessio Coronas hanno depositato una mozione per chiedere l'impegno del «sindaco e del Consiglio Comunale ad agevolare con urgenza, formalizzando con atti di indirizzo e disponibilità, la possibilità di realizzare lo stadio dell'A.S. Roma a Fiumicino». Dalle semplici proposte ed offerte quindi si sta passando ad atti concreti e formali.

La Roma dal canto suo resta convinta di poter portare a termine il progetto nell'area originaria, quella di Tor di Valle, e nei tempi stabiliti. Certo le tensioni nella maggioranza capitolina non possono essere sottovalutate, e per questo si sta realmente e per la prima volta valutando la consistenza di un piano B. Anche perché la maggioranza giallo-verde a livello nazionale comincia a dare qualche segno di cedimento, ed a livello romano le cose vanno anche peggio. Di ieri la notizia che il gip del tribunale della Capitale Maria Paola Tomaselli, che ha respinto la richiesta di scarcerazione per l'ex Presidente dell'Assemblea Capitolina, Marcello De Vito. La maggioranza (e ogni atto pubblico) sembra paralizzata. La Roma attende una risposta la prossima settimana all'ultima proposta avanzata per la Convenzione Urbanistica. E non vuole farsi trovare impreparata.