Ha le maglie gialle e rosse il Ravenna, e il suo stadio sembra portar bene: un anno dopo lo scudetto Under 17, ottenuto battendo l'Atalanta (che oggi con qualcuno di quei ragazzi potrebbe portarsi a casa il titolo Primavera), arriva anche il campionato Under 15, battendo 2-0 un Milan che puntava su mezzi fisici impressionanti, ma non sufficienti ad avere la meglio sulla tecnica dei ragazzi di Trigoria.

«Congratulations to the #ASRoma U15 players and staff on beating Milan tonight to clinch the Italian title», ha scritto su Twitter il presidente Pallotta, sempre attento a queste cose. I 2004 giallorossi hanno vinto con un tecnico turco, cresciuto con l'altro giallorosso del Galatasaray, scelto da un direttore sportivo che ora è tornato nella sua Siviglia, e con un contratto in scadenza tra due settimane: ci sarà tempo per sistemare le cose.

Proprio come Tanrivermis ha fatto con la squadra, che a inizio anno non sembrava certo destinata a diventare la migliore d'Italia, specialmente dopo aver perso 3-0 la prima partita giocata all'Agostino Di Bartolomei, contro quello stesso Napoli battuto 2-0 senza troppi problemi lunedì in semifinale. Il tecnico milanista Polistina, tornato in panchina dopo l'espulsione in semifinale col Genoa (con un genitore della Roma che, ogni volta che si alzava per dare un'indicazione, gli ricordava che non avrebbe dovuto esserci, anche se in realtà per i tecnici la squalifica non è automatica), schiera i suoi con un inusuale 4-2-3-1, con l'ivoriano Anane (che ha fatto tutto l'anno con i 2003), messo a fare il centravanti, e il numero 9 Rossi, ex di turno, decentrato a destra.

Anche se spesso il numero 8 Bozzolan passava da ala sinistra a mezzala, con passaggio al 4-3-1-2, e l'ex giallorosso che si avvicinava all'area. Per la Roma nessuna sorpresa: tutte le Under giocano col 4-3-3, il dubbio è solamente sugli uomini. Quello di quest'anno è sul centravanti, proprio legato all'esigenza di sostituire Rossi: l'ex Bari Simone non ha convinto del tutto (nonostante il gol pesante nei quarti con la Fiorentina) e si accomoda in panchina, Pgano, che ha fatto spessissimo il falso nueve, e deciso la semifinale col Napoli con una doppietta nel primo quarto d'ora, parte nella consueta posizione di mezzala sinistra, con l'esterno Padula schierato con la maglia numero 9.

A sinistra, in difesa, rientra Falasca, dopo il rosso nel ritorno dei quarti che gli aveva fatto saltare la semifinale: davanti a lui Cherubini, il primo ad andare al tiro, un destro parato, dopo aver saltato l'uomo. Mastrantonio esce esce bene sui piedi di Anane, al 7' Rossi sbaglia un retropassaggio, l'ex gemello Koffi intercetta, punta la porta e serve Padula, sinistro sul fondo. L'occasione grossa arriva all'11': cross di Cellamare, Catena non controlla, palla per Rossi che prova due volte la conclusione, palla a lato.

Poi Anane tenta il cross, bravo Catena a disturbare Bozzolan, impedendogli il tiro. Padula conquista una punizione pericolosa sulla trequarti, Pagano non ripete la prodezza di lunedì sera, mandando alto, poi Cherubini serve Koffi, il suo destro di controbalzo viene lasciato sfilare dal portiere Di Chiara, e finisce sull'esterno della rete. Cherubini è il più vivace, al 23' mette in mezzo un bel pallone per Padula, fermato per un fuorigioco molto discutibile. I rovesciamenti di fronte sono continui: Missori salva sulla linea su un tiro in mischia di Rossi, Cellamare prova il sinistro al volo, l'occasione più importante arriva al 34', ed è per la Roma: Lilli si libera sull sinistra, cross per Padula che arriva con una frazione di secondo di ritardo. Cross teso, a un metro dalla porta, sarebbe bastato toccarla per sbloccare la partita.

Arrivano i gol

La ripresa si apre con un tiraccio senza pretese dell'ivoriano Boni, dopo 6' Tanrivermis si gioca il primo cambio: fuori Padula, dentro Liburdi, che si piazza all'ala destra, con Koffi che va a fare il centravanti. E al 16', dopo un colpo di testa di Rossi bloccato da Mastrantonio, il numero 7 giallorosso la sblocca: lancio da centrocampo di Pagano, buco di Camara, Koffi controlla e mette alle spalle di Di Chiara. E pochi minuti dopo serve a Cherubini il pallone del 2-0: l'esterno la piazza di precisione all'angolino basso. Era il 21': con tempi di 35', e il doppio vantaggio, quello che manca è solo nervosa attesa dell'inevitabile. Che potrebbe assumere connotati ancora più importanti al 34': Liburdi lancia Cherubini che si libera in area, tiro deviato in angolo da Cellamare sulla linea.

Cinque di recupero, l'inno della Roma che parte prima del fischio finale, cambi per fare contenti i panchinari, e via alla festa. E domani c'è la Supercoppa.