Finalmente si può costruire. Non parliamo purtroppo dello stadio della Roma ma della Basilica della Sagrada Familia a Barcellona, che finalmente potrà essere completata dopo 137 anni dall'inizio dei lavori. Questo giusto per dire che c'è evidentemente chi sta peggio di noi. Passateci lo scherzo, ma è veramente l'unico modo per trovare qualcosa di positivo nel clima che regna in questi giorni intorno alle sorti di Tor di Valle. Perché a leggere le dichiarazioni dei vari esponenti della maggioranza capitolina, a cominciare dalla sindaca, ed ancor di più ad osservare l'immobilismo dell'apparato burocratico dell'amministrazione della nostra città, c'è da essere preoccupati.

Settimana difficile

Chiudiamo oggi una settimana che è stata aperta dalle dichiarazioni di fuoco della prima cittadina, che martedì scorso ha fatto arrivare alle agenzie di stampa una presa di posizione inedita ed inattesa. «Il mio unico interesse è che la As Roma mantenga gli impegni presi con la città. Prima vengono le opere pubbliche per i cittadini, poi il campo di calcio». Parole che nascondono ancora oggi poche possibili interpretazioni e che lasciano scoperta la società su un fronte da cui legittimamente ritiene di non poter incidere più di tanto. «Prima si uniscono via del Mare e via Ostiense, prima si interviene per potenziare la ferrovia Roma-Lido e poi si fa lo stadio». Il chiarimento ulteriore della sindaca.

C'è stato poi l'incontro mercoledì tra proponenti e Comune presso la sede della Direzione del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica. Cinque ore di confronto dalle quali purtroppo non è emersa una posizione comune e condivisa, e che ha costretto le parti ad aggiornarsi entro le prossime due settimane. Infine giovedì le dichiarazioni del presidente M5S della commissione capitolina Mobilità Pietro Calabrese: «Se loro (la Roma ed Eurnova, ndr) pensano di andare avanti così, credo che la relativa variante urbanistica faticherà a ottenere l'ultimo passaggio in aula Giulio Cesare».

Proponenti ottimisti

Eppure la Roma, anzi i proponenti, continuano a lavorare sodo e nel massimo della collaborazione possibile. Ed allora cosa è successo negli ultimi giorni per portare i vertici capitolini su queste posizioni? Molto semplicemente Virginia Raggi sta tentando di tenere insieme una maggioranza spaccata e da sempre poco convinta del progetto stadio, e per farlo ha deciso in buona sostanza di prendere ulteriore tempo.

Non ci sono appuntamenti elettorali all'orizzonte che costringano il Movimento a giocarsi la carta stadio, e per questo si è deciso di attendere che il clima si rassereni, magari anche con il Pums, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, fermo sulla scrivania del Ministro Toninelli, venga approvato e finanziato dal Governo nazionale. Un piano che a dire il vero non è che incida molto sullo stadio, almeno direttamente, ma che permetterebbe alla giunta capitolina di rivendicare un cambio di strategia nella mobilità complessiva della città, Tor di Valle compresa, quindi.

Da parte dei proponenti certo non si sta a guardare, e proprio nell'incontro di mercoledì scorso è stata presentata l'ennesima proposta di Convenzione, con un ulteriore sforzo finanziario dei privati. A dispetto di quanto si possa raccontare, la Roma infatti resta convinta di portare a casa l'approvazione del progetto entro l'estate.