Alla fine a Boston è andato tutto come doveva andare. L'intesa tra il presidente James Pallotta e la delegazione di Eurnova (composta da Roberto Cappelli, Giovanni Naccarato e Riccardo Tiscini, rispettivamente legale, amministratore delegato e presidente della società romana) è stata raggiunta dopo alcune ore di discussione per un cifra di poco inferiore ai 100 milioni di euro. Un'intesa che nessuno aveva mai messo in dubbio, ma che ha rischiato di essere nuovamente rinviata per alcuni dettagli su cui nessuno dei due contendenti voleva cedere. Da una parte il presidente giallorosso pretendeva alcune garanzie sull'approvazione dell'iter, dall'altra la società di Luca Parnasi che chiedeva qualcosa in più di quanto offerto. Come detto, alla fine si è trovato il giusto compromesso. Pallotta acquisterà in diversi fasi sia i terreni di Tor di Valle sia la partecipazione di Eurnova nel progetto. Una prima somma (inferiore pare ai 10 milioni di euro) verrà corrisposta come compromesso. Il resto arriverà solo dopo l'approvazione della Variante al Piano Regolatore Generale della città da parte del Comune nei prossimi mesi. Ballano ancora alcuni milioni di euro che potrebbero far salire la cifra complessiva dell'operazione a poco oltre i 100, al determinarsi di particolari condizioni.

Le tempistiche

Nelle prossime ore si continuerà a lavorare per mettere tutto nero su bianco e probabilmente occorreranno ancora alcuni giorni prima dell'annuncio ufficiale. Resta da chiarire ancora quale soggetto subentrerà ad Eurnova, se la Stadio TDV Spa già esistente o una nuova società. Ma l'intesa c'è. E questo è fondamentale per le sorti dello stadio. Perché liberarsi del peso di Luca Parnasi e dei suoi affari, toglie ogni residua ombra ad un progetto che rappresenta un'occasione unica per la città. Ed è importante farlo presto, prima del 2 aprile, quando davanti al gup di Roma, Costantino De Robbio, si svolgerà l'udienza preliminare del procedimento a carico di Parnasi e di altri 14 imputati, tra cui il consigliere regionale di Fi ed ex vicepresidente della Pisana, Adriano Palozzi, l'ex assessore regionale all'Urbanistica e attuale consigliere regionale Pd, Michele Civita, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Davide Bordoni e il soprintendente all'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Francesco Prosperetti. Anche perché l'aria politica intorno allo stadio non cessa di essere quantomeno agitata.

Frizioni politiche

Ancora frizioni tra maggioranza e opposizione capitolina nella giornata di ieri, con la prima che ha nuovamente disertato i lavori della Commissione Trasparenza, convocata per discutere proprio dello stadio. Cosa che ha fatto andare su tutte le furie il presidente della Commissione, il Pd Palumbo, che ha annunciato un esposto al Prefetto e alla Procura contro il direttore generale del Campidoglio Franco Giampaoletti, responsabile della decisione dei consiglieri di maggioranza. Anche qui si parla di schermaglie tra formazioni politiche che vedono l'avvicinarsi delle elezioni europee, ma certo non si può stare troppo tranquilli. Sono però arrivate sempre ieri le parole importanti dell'ex proprietario dei terreni di Tor di Valle, Gaetano Papalia. «La previsione dell'apertura dei cantieri entro la fine dell'anno può essere rispettata - ha detto l'ex proprietario della Sais a Centro Suono Sport - C'è stata strumentalizzazione nel parlare ad esempio del rischio idrogeologico, a Tor di Valle quando piove non c'è mai neanche un dito d'acqua. Il progetto non aveva bisogno di corsie preferenziali - ha poi aggiunto parlando di Parnasi -. Lui ha sbagliato a pensare che questo potesse essere un volano per poi costruire con forzature sulle piazze di Milano, Bari, Pescara, Catania. Erano questi i suoi obiettivi inconfessabili». Ultima notizia ma non meno importante è arrivata dal Municipio X, dove è stata approvata una importante risoluzione sulla linea ferroviaria Roma-Lido. Il Consiglio ha infatti chiesto l'integrazione con la Linea B per la nascita della nuova "Linea E". Un fatto questo che riporterebbe la gestione della ferrovia in seno al Comune e che quindi garantirebbe (nelle intenzioni dei grillini) la piena mobilità da e per lo stadio. Nulla di ancora concreto ovviamente, ma l'ennesimo segnale che si vuole chiudere.