Il giorno dopo l'approvazione della delibera di revoca del pubblico interesse su Tor di Valle è stato quello della calma, del silenzio per molti versi, e probabilmente della riflessione. Quella che ha accompagnato l'etere romano ora concentrato nel tentare di capire che direzione prenderà la Roma per la costruzione del proprio stadio. E tutto questo mentre la politica sembra voler fare la corte alla Roma anche e soprattutto in vista della campagna elettorale più che imminente. Ed ecco quindi Virginia Raggi, che dopo un relativo silenzio, nelle ultime ore è tornata a far sentire la propria voce. Ieri è toccato a Tele Radio Stereo ospitare la prima cittadina. «Ho già preso appuntamento con la AS Roma per iniziare ad esaminare i loro nuovi progetti - ha detto la Raggi - I Friedkin mi sembrano persone molto serie, e hanno detto chiaramente di volere uno stadio. Siamo liberi per avviare la disamina di nuovi progetti. Lo chiede la Roma, lo chiedono i tifosi e anche la città perché uno stadio è un investimento importante che porta posti di lavoro e riqualificazione - ha aggiunto la sindaca - Che i Friedkin siano seri lo dimostra anche l'aver preso subito Mourinho, è un pezzo da novanta. Direi che siamo pronti a voltare pagina».

Alla Raggi ha risposto l'ex presidente James Pallotta. «Eravamo pronti a spendere 750 milioni di euro per un nuovo stadio - ha scritto su Twitter l'ex presidente - Per il bene di Roma vi prego di eleggere un nuovo sindaco competente». La speranza della Roma è che questa volta la Raggi riesca a dare realmente seguito alle proprie intenzioni e che non si fermi alle sole dichiarazioni. Certo non si potrà avviare questa fase già ora, un po' perché a breve verranno ufficialmente indette le elezioni e l'Assemblea Capitolina potrà svolgere solo l'amministrazione corrente. Un po' (tanto) perché proprio il voto di mercoledì ha certificato come l'attuale maggioranza 5 Stelle in Campidoglio non abbia più i numeri per poter operare. La strategia del club però non cambia, e anzi punta a scoprire le proprie carte entro l'estate, per poi costringere tutti i candidati alla poltrona di primo cittadino a confrontarsi, ed esprimersi, sul progetto giallorosso. Ad oggi gli spifferi che circolano nei palazzi romani continuano a parlare delle solite ipotesi, da Pietralata a Tor Vergata, passando per l'Eur e l'Ostiense. Resta in ballo anche l'ipotesi di acquisire e riqualificare lo Stadio Olimpico, con tutti i problemi che questo comporterebbe, ma anche con il fascino di una soluzione che intriga parecchio la proprietà texana. I tempi stringono e certamente la Roma non ha intenzione di farsi scappare il treno del Recovery Fund, che semplificherebbe significativamente l'investimento della società giallorossa, intervenendo sulle infrastrutture della città.

Sullo sfondo resta Eurnova, con la CPI di Radovan Vitek, che poche ore dopo il voto dell'Assemblea ha annunciato immediati ricorsi. «L'Assemblea ha scritto una delle pagine più tristi dell'urbanistica - ha scritto in una nota la società della famiglia Parnasi - per soddisfare un interesse elettorale. Un team di avvocati depositerà tutti gli atti volti a dimostrare l'invalidità della delibera e i danni che la società proponente ha subito e di cui dovrà essere risarcita». Il primo passo dovrebbe essere un ricorso al Tar del Lazio da depositare entro le prossime ore. Ricorso che però sarebbe orientato solo a una sospensiva della delibera di revoca e che non porterebbe a nulla di concreto per Eurnova o la CPI, visto il protrarsi dell'indisponibilità della Roma. Quello su cui Vitek e i suoi legali punterebbero maggiormente è invece la richiesta di risarcimento al Comune da una parte, e alla Roma dall'altra. E se qualche consigliere comunale in queste settimane si è fatto (forse) condizionare dallo spettro di questo causa risarcitoria, così non è per la società giallorossa, che è rimasta determinata e convinta della propria decisione. E ora si vuole correre. Entro la prossima settimana l'incontro con la sindaca, entro l'estate la comunicazione al pubblico dell'area scelta, ed entro l'anno la presentazione (al nuovo sindaco) della proposta vera e propria. Quella per il nuovo stadio della Roma.