Oggi l'Assemblea di Roma Capitale tornerà a riunirsi e cercherà di trovare una quadra per definire quello che sembra essere uno dei nodi principali di questa fine consiliatura per Virginia Raggi. La revoca del pubblico interesse sul progetto Tor di Valle per il nuovo stadio della Roma ha assunto nelle ultime settimane (a dire il vero dopo anni di ritardi continui e decisioni rinviate a oltranza) sempre più il connotato di vero e proprio simbolo dell'immobilismo della prima cittadina, incagliata nelle difficoltà della propria maggioranza, oggi ridotta al lumicino (restano fedeli al Movimento 5 Stelle 20 consiglieri sui 29 inizialmente eletti). La Raggi più volte ha promesso che sarebbe arrivato il fatidico voto, senza il quale, va ricordato, non sarebbe possibile dare il via ad una nuova procedura che consenta alla Roma di avviare anche solo la fase di esplorazione di possibili nuove soluzioni. Insomma senza abbandonare il progetto Tor di Valle non è possibile pensare a nulla di nuovo. E in questo vicolo cieco sembra essersi incagliata la Giunta Capitolina. Con una delibera contestata da molti, in primis dal soggetto proponente, Eurnova o Cpi (Vitek) che sia, e che i consiglieri comunali sembra abbiano paura a votare.
In effetti da più parti si segnala come la delibera scritta dalla Giunta presenti qualche aspetto poco chiaro, su cui i legali di Eurnova potrebbero costruire un ricorso che col tempo peserebbe sulle casse del Comune e su quelle dei consiglieri che decidessero di votarla. Ecco che allora da settimane in Assemblea non si raggiunge nemmeno il numero legale minimo per avviare la discussione. Anche ieri il nuovo Advisor della comunicazione della Roma, Maurizio Costanzo, intervenuto dalle frequenze di Centro Suono Sport, ha dichiarato: «Questa è una settimana cruciale, teniamo le dita incrociate. Se non ce lo fanno fare, faremo un gran casino. Se non lo fanno adesso lo fa il nuovo sindaco, certamente la Roma tra un anno e mezzo o due sarebbe meno interessata ad occuparsene». Ancora parole di fuoco, che sono state seguite da una considerazione circa la difficoltà di arrivare al voto. «Ci sono i consiglieri comunali che trasportano la pratica da una parte e dall'altra - ha detto Costanzo - Come lo chiamate voi? Il gioco delle tre carte? Ecco, quello».
In realtà la seduta di oggi potrebbe riservare qualche sorpresa positiva per la Roma. In particolare dall'opposizione. Da quel che ci risulta infatti, anche ora mentre stiamo scrivendo, il capogruppo del PD Giulio Pelonzi starebbe lavorando per portare in Campidoglio una soluzione che permetta di coniugare gli interessi del club con quelli della città, e quindi ai consiglieri capitolini di votare la revoca del pubblico interesse, senza l'ombra di cause milionarie, e soprattutto senza dover riscrivere interamente la delibera. Una soluzione su cui starebbe vigilando la stessa Roma e che potrebbe quindi togliere le castagne dal fuoco alla sindaca e superare l'attuale impasse. Staremo a vedere. L'appuntamento è per oggi pomeriggio.