Ha esordito in serie A un giocatore della Primavera in questo 2020: è un evento più raro di quanto possa sembrare, nella Roma. Tra un paio di settimane saranno passati 5 anni da quel Chievo-Roma 3-3 del 6 gennaio 2016 in cui Rudi Garcia ne fece entrare due nella stessa gara, Lorenzo Di Livio e Marco Tumminello, e da allora ce l'hanno fatta solamente in tre, Mirko Antonucci il 24 gennaio 2018 e Luca Pellegrini il 26 settembre dello stesso anno.

Niente esordio in A per due centrocampisti offensivi nati a un anno di distanza, Alessio Riccardi, che ha giocato solamente uno spezzone di Coppa con l'Entella, né per Tommaso Pantaleo Milanese, nonostante le 3 apparizioni, con gol a Sofia, in Europa League. Proprio la coppa ha reso decisamente positivo l'anno per i Primavera: oltre a Milanese ci sono stati altri tre debutti, Tripi, Boer e Bamba, tutti esponenti dell'ottima classe 2002, che può diventare una delle più produttive di sempre, per numero di giocatori lanciati. Con la regola della lista Uefa - servono 24 mesi di tesseramento per poter essere inseriti nell'allegato B - che ha favorito i ragazzi cresciuti a Trigoria, escludendo i tanti acquisti dell'ultimo anno e mezzo.

Bamba (2002)

L'esordio più inatteso, visto che non ci si aspettava neppure che venisse convocato. Quando la Roma lo prese dalla Vigor Perconti, nel gennaio del 2015, era uno 12enni più decisivi d'Italia, col passare degli anni ha perso terreno. Quest'anno in Primavera ha giocato appena 13', ma i giocatori che gli hanno tolto spazio, Podgoreanu e Providence, non erano utilizzabili in Europa League, così come il centravanti Tall. L'ivoriano, esterno d'attacco, è stato convocato come punta centrale di riserva, e utilizzato come laterale di sinistra, vista l'indisponibilità dell'ultimo minuto di Calafiori a Sofia: 62', giocati in maniera più che accettabile. Potrebbero essere i primi e gli ultimi: a gennaio può partire.

Berti (2003)

Unico classe 2003 in ritiro, unico nella numerazione ufficiale: con l'arrivo di Farelli è passato da quarto a quinto portiere della prima squadra, con quello del 18enne Megyeri è sceso dalla Primavera in Under 18. Ma con i grandi ci è andato lo stesso: Farelli non è in lista Uefa, il Covid di Boer gli ha regalato tre convocazioni come terzo. Ha mezzi fisici fuori dal comune, e tanto bisogno di giocare.

Bianda (2000)

Aveva il numero in prima squadra, ma non è mai stato chiamato: a Roma è stato un fallimento totale. Ora, nella serie A belga, con lo Zulte Waregem, ha giocato 7 partite.

Boer (2002)

Doveva essere il terzo portiere dei grandi, la Roma ha preso il 37enne Farelli per lasciarlo a disposizione di Alberto De Rossi. Ma in Europa League il collega non può giocare, e così, a Sofia, con Mirante non al meglio, Fonseca ha tenuto precauzionalmente a riposo Pau Lopez, regalandogli l'esordio, a 18 anni: un bel modo per lasciarsi alle spalle il Covid. Ha preso 3 gol, con colpe solo sul primo, ma la soddisfazione resta: solo un portiere più giovane di lui ha giocato titolare con la Roma, un certo Angelo Peruzzi.

Bouah (2001)

Mai convocato nei primi mesi del 2020, ma non è colpa sua: si è rotto due volte il crociato, e quando doveva tornare il campionato Primavera si è fermato. Ora gioca (poco) in B, in prestito al Cosenza.

Bove (2002)

Annata poco fortunata per una mezzala che in Primavera aveva sempre fatto la differenza: tra la sospensione del campionato e una frattura al quinto metatarso non gioca da marzo. Fonseca lo ha portato due volte in panchina in Coppa, ma senza farlo entrare.

Buttaro (2002)

Sperava di partire per la trasferta col Cluj: si era allenato con Fonseca visto che tutti e tre i difensori titolari della Primavera non potevano essere inseriti in lista, gli è stata assegnata la maglia numero 66 ma alla fine non è stato convocato.

Calafiori (2002)

Il primo agosto, in uno Juventus-Roma in cui nessuna delle due squadre aveva qualcosa da chiedere al campionato che finiva quel giorno, Fonseca inserì nell'undici titolare il 18enne terzino sinistro che tutta Italia invidiava ai giallorossi: un magnifico gol annullato per colpe non sue e un rigore procurato confermarono quanto di buono si diceva sul suo conto. Il 3 dicembre, contro lo Young Boys, alla terza apparizione in prima squadra, Calafiori ha messo nuovamente all'incrocio dei pali una palla allontanata dalla difesa, dimostrando che il gol annullato a Torino non era un caso, ma un colpo del suo repertorio. Ha baciato la maglia dopo il gol, rinnovato fino al 2025, se tutto andrà come deve andare prima o poi porterà la fascia di capitano della Roma.

Cardinali (2001)

Quarto portiere nella scorsa stagione, terzo in Europa League, mezzi fisici importanti: non ha debuttato in gare ufficiali con la Roma, ma sta giocando titolare in C, in prestito al Matelica.

Chierico (2001)

Maglia numero 50 nella scorsa stagione, numero 53 in questa, ma l'unica convocazione risale al 12 dicembre 2019: non è stato un anno da ricordare per il regista della Primavera, talentuoso ma torturato da una lunga serie di problemi fisici. Il mese prossimo potrebbe andare a giocare in serie C.

Ciervo (2002)

Esterno d'attacco, forse il giocatore più veloce di tutta Trigoria, 2 gol nelle ultime 2 partite giocate con la Primavera, tre volte in panchina in Europa League. A Sofia ha perso il ballottaggio col mancino Bamba per sostituire Calafiori, inspiegabile la scelta di Fonseca di non farlo entrare nel finale, con un cambio ancora a disposizione.

Darboe (2001)

Il migrante arrivato per caso al settore giovanile della Roma, che per pochi mesi non è riuscito a entrare nella lista Uefa (cosa che probabilmente gli avrebbe garantito l'esordio): 4 gol in 6 partite di Primavera giocando mezzala, 4 convocazioni in serie A, un anno da ricordare.

D'Orazio (2000)

Lo scorso anno aveva la maglia numero 55 ma non è mai stato convocato: negli ultimi mesi, in prestito alla FeralpiSalò (16 presenze, 3 gol) sta andando benissimo, dimostrando che uno col suo talento in serie C è solo di passaggio.

Estrella Galeazzi (2001)

A gennaio, con Dzeko squalificato, si è tolto lo sfizio di andare in panchina coi grandi, allo Juventus Stadium, Coppa Italia. Ma in estate la Roma ha deciso di non riscattarlo.

Feratovic (2002)

Arrivato in estate dall'Nk Bravo, lo sloveno è stato l'unico convocato in prima squadra dei tre centrali difensivi della Primavera. Due volte, in campionato: fosse stato utilizzabile in Europa League avrebbe quasi certamente debuttato.

Milanese (2002)

La rivelazione del 2020, la scoperta di Fonseca: lo scorso anno il fantasista salentino faceva più Under 18 che Primavera, ed era ben più indietro rispetto a Zalewski e Bove (che però si è infortunato). Due spezzoni e una gara da titolare, un assist per Pedro e un gol, un contratto fino al 2024: l'esordio in serie A è ormai solo questione di tempo.

Podgoreanu (2002)

Arrivato in estate dal Maccabi Haifa come centravanti, reinventato esterno destro, diventando ben presto un punto fermo della Primavera: alto 193 centimetri, con le sue lunghe leve ha una bella corsa e crossa bene. Ed è già andato in panchina tre volte in serie A.

Providence (2001)

Seconda stagione in giallorosso per l'esterno sinistro preso nel settore giovanile del Paris Saint-Germain: piuttosto deludente la prima, positiva la seconda, da fuoriquota. Veloce, bel dribbling, un gran gol al derby e 4 panchine in serie A: come Podgoreanu non era utilizzabile in Europa League.

Riccardi (2001)

Per lui il 2020 è stato un anno da dimenticare, visto che l'ultima convocazione in prima squadra (la seconda, con Fonseca) l'ha avuta il 27 ottobre 2019. E nella seconda metà del 2020, in prestito al Pescara, le cose non sono andate meglio: appena 3 presenze, complessivi 63'.

Tall (2001)

Maglia numero 58, ma non è mai stato convocato: non era utilizzabile in Europa League, altrimenti lo avrebbero chiamato al posto di Bamba. Però ha segnato 4 gol nelle prime 4 apparizioni con la numero 9 della Primavera.

Tripi (2002)

Il capitano della Primavera, regista adattabile in difesa, ha giocato tutte le partite della squadra di De Rossi, e due spezzoni in Europa League: annata più che positiva.

Vicario (2002)

Centrale difensivo spagnolo, arrivato in estate dal Numancia, maglia numero 60, ma non è mai stato convocato coi grandi: in compenso è l'unico della rosa della Primavera che non ha saltato un minuto.

Zalewski (2002)

Una crescita costante nel corso dell'anno, e una delusione: lui e Milanese fanno lo stesso ruolo, e Fonseca ha sorpreso tutti quando gli ha preferito l'altro, che il nazionale giovanile polacco aveva superato lo scorso anno quando c'era da salire sotto età in Primavera, e a metà ottobre, quando era stato convocato per primo in prima squadra. Dopo la promozione di Milanese è arrivato il Covid, che gli ha fatto saltare una mezza dozzina di partite dei grandi, incluse quelle di Europa League, in cui avrebbe potuto debuttare. Resta numero 10, rigorista e capocannoniere della Primavera, che quando il Covid ha fermato il campionato era prima da sola, a punteggio pieno.