Era una buona infornata quella dei Pulcini classe 2002, radunati nel 2011 da Bruno Conti: su 21 giocatori ben 10 sono ancora nel giro del grande calcio tra serie A (Calafiori), e campionato Primavera 1 e 2 (gli altri), non sempre capita che in 9 anni così pochi prendano altre strade. Non necessariamente meno interessanti, visto che tra i restanti 11 c'è uno che ha lasciato il calcio non perché non fosse bravo, ma perché aveva anche un altro talento: Flavio Cobolli si è dedicato al tennis, un paio di mesi fa ha vinto il doppio juniores al Roland Garros. Al momento di esultare ha tirato fuori una sciarpa della Roma, e ogni tanto fa i complimenti sui social all'amico Calafiori, che spera un giorno di vedere capitano. Quattro dei componenti di quel gruppo fanno parte della Primavera attuale - il difensore Buttaro, il regista di riserva Astrologo e il regista titolare Tripi, che col Cluj ha esordito coi grandi, e il fantasista Zalewski - Cancellieri è andato al Verona nell'affare Kumbulla, ed è già nel giro della prima squadra, Trovato è il quarto portiere del Frosinone, Guerini è al Torino Primavera, Milani alla Fiorentina, Cesaroni alla Lazio. Eppure due sere fa si è visto la Roma, e ha pubblicato la foto della tv, mentre Calafiori esulta, dopo il gol del 2-1: «Ahahah vabbè ma di che parliamo sei un fenomeno». Si conoscono praticamente da sempre: avevano 9 anni quando arrivarono alla Roma, ma giocavano insieme già prima, nella Petriana, la scuola calcio fondata nel 1926 dal segretario di stato Vaticano, con le chiavi di San Pietro nello stemma, e il Cupolone sullo sfondo del campo.

L'estate del 2016

E alla Roma sono rimasti, insieme, per cinque stagioni, fino all'estate calda del passaggio nei Giovanissimi Nazionali (che per i 2002 era quella del 2016): per i giocatori è il momento di firmare il vincolo da giovane di serie che li lega al club fino ai 19 anni, per le società quello in cui, per la prima volta, è ammesso pescare fuori regione. Il momento in cui le società si scippano, a parametro zero, i giocatori che rifiutano il vincolo: Calafiori, che è sempre stato romanista, non ci ha pensato un attimo prima di firmare, Cesaroni, tifoso laziale, non ci ha pensato per niente. Era un bel talento, titolare fisso, sempre col numero 10, la Roma lo considerava come Calafiori, e (se non ci fossero state flessioni di rendimento, sempre possibili con la crescita) gli avrebbe fatto fare lo stesso percorso. Ma il ragazzo preferì accordarsi con la Juventus, che all'epoca stava trattando con la Roma Miralem Pjanic: da Trigoria protestarono con i bianconeri, che si tirarono indietro. Ma queste telefonate di solito servono a poco: una volta che il ragazzo ha deciso di andar via non lo tieni più. E Cesaroni, sfumata la Juve, firmò per la Lazio, che lo accolse con tutti gli onori, aggregandolo sotto età. È in Primavera dall'estate 2019, ma ha raccolto solo 5 spezzoni di gara: chissà cosa avrebbe combinato se fosse rimasto a Trigoria come l'amico.