Il difensore della Roma Primavera (in prestito dal Lech Poznan) Plesnierowicz, ha rilasciato un'intervista al portale gloswielkopolski.pl., concentrandosi sulle differenze tra il calcio italiano e quello polacco e gli obiettivi futuri. Ecco le sue parole: 

Come è nata la trattativa per il tuo passaggio alla Roma?
"Il 28 agosto mi sono trovato un messaggio del mio agente che mi diceva di richiamarlo. Quando ho saputo della Roma la prima cosa che ho detto è stata ‘Forza, facciamolo!' Allora i club hanno cominciato a parlare ed è andato tutto molto velocemente, tra mercoledì e sabato. Sapevo che alcuni club mi osservavano, ma non ho chiesto perché i giallorossi fossero interessati a me, ero troppo felice. Ho solo sperato che andasse tutto per il meglio. Venerdì ho giocato con il Lech, la mattina dopo ero sull'aereo per Roma: all'arrivo sono andato subito a fare le visite, poi a firmare il contratto. I miei compagni mi hanno accolto subito in maniera calorosa e si sono preoccupati di come stessi, nonostante la lingua. Mi portavano con loro dappertutto, mi venivano a prendere prima e dopo l'allenamento, visto che vivevo in hotel".

Quali sono le differenze tra il calcio italiano e quello polacco?
"Sono rimasto sorpreso dall'intensità degli allenamenti. Prima della partita ci riposiamo un po', la seduta è molto più corta perché dobbiamo essere freschi. C'è molta competizione per il ruolo di titolare, ma è una cosa sana, nessuno mette i piedi in testa all'altro. I ritmi sono più alti".

Alla Roma hai trovato un altro polacco, Zalewski…
"Non lo conoscevo, perché non ci siamo mai incrociati in Polonia e in nazionale. Il mister Ulatowski mi ha detto che l'Italia è l'università dei difensori. Ora vedo come ci si concentra sulla fase difensiva e sui movimenti precisi, può essere un bell'anno per me. Posso dire che giocare nella Primavera della Roma mi darà più di quando ero nelle riserve del Lech Poznan".

Quali sono i tuoi obiettivi?
"Giocare il più possibile a Roma per crescere e vincere lo scudetto, poi imparare anche la lingua. È molto difficile, studio da solo e insieme a un insegnante polacco via Skype. Capisco diverse cose, ma è ancora complicato".

Quale sarà il tuo futuro?
"Il Lech Poznan è nel mio cuore, il mio sogno è ancora debuttare con la prima squadra. Sono in prestito alla Roma, continuerò a crescere e poi tornerò possibilmente nel mio club, anche se la Roma ha un'opzione per riscattarmi. Dipende tutto da come sarà il mio percorso, il Lech non è per tutti. Se verrà fuori che non è neanche per me, allora prenderò altre strade".