Un anno fa finiva la carriera calcistica di Dario Vittorio Meadows, e non lo sapeva praticamente nessuno. Perché il 19enne aveva appena finito il biennio della Primavera, e sarebbe dovuto andare a cercarsi una squadra dove muovere i primi passi nel calcio professionistico, ma intanto il contratto con la Roma l'aveva già firmato. Ha rinunciato a soldi già sicuri, e alla carriera per cui si stava preparando da quando era bambino, per seguire l'altra sua passione, la musica.

E ora, con lo pseudonimo "Die L Trevoh 84", dei capelli biondo platino e sempre in bocca una sigaretta più compatibile con la professione di musicista che su quella di calciatore, ha già fatto uscire tre singoli, tutti reperibili su Spotify: "One day", "3:00 AM", e l'ultimo, "Lights of Rome", dedicato alla città che lo accolse a sei anni. Nato in Inghilterra, a Penbury, nel Kent, padre britannico e madre italiana, a 9 anni, nel 2008 è passato dal Palocco ai Pulcini della Roma: arrivò prima di Antonucci e Luca Pellegrini, i due che hanno esordito in serie A in giallorosso.

Con loro, 5 anni fa, vinse lo scudetto Giovanissimi, da titolare: 1-0 alla Juventus di Kean, lui giocava ala destra, a sinistra Antonucci, al centro Scamacca, titolare dell'Italia al Mondiale Under 20. Anche Meadows ha fatto parte del giro azzurro: l'ultima presenza la fece nel 2016, contro la Svizzera, in un'Under 16 decisamente romanista, con i soliti Antonucci e Pellegrini, Marcucci e il portiere Greco, che rimase in panchina perché il titolare era un certo Donnarumma. Lo scorso agosto venne inserito nella lista dei convocati per uno stage dell'Under 20, a Bagno di Romagna, riservato a qualche volto nuovo - c'era anche Cargnelutti - che poteva provare a rientrare nel giro azzurro per il Mondiale: il romanista aveva già deciso di lasciare il calcio, ma Nicolato non poteva saperlo.

Due anni prima, nel 2016, aveva deciso di lasciare la Roma: il padre gli aveva suggerito di andare a studiare in Inghilterra per perfezionare la lingua, e lui si era messo d'accordo con il Leeds United, che lo avrebbe preso in prestito dalla Roma, e utilizzato nell'Academy. Ma il club inglese non presentò i documenti sul percorso scolastico, il transfer non arrivò, a fine ottobre il ragazzo rientrò in Italia. La Primavera se lo riprese, ma debuttò solo a marzo, appena 4 presenze. L'anno dopo però lo spazio se lo trovò: giocando terzino, mezzala o ala destra, raccolse 25 partite, tra campionato, Youth League, e una Supercoppa a San Siro in cui fu uno dei migliori. Ottime credenziali per trovarsi una squadra, ma lui ha preferito chiudere sulla cresta dell'onda.