Ha voglia di calcio, Riccardo Calafiori: è facilissimo incontrarlo sugli spalti, sia al Tre Fontane, per le gare della Primavera, sia a Trigoria, per l'Under 17. Il campo lo ha lasciato, in lacrime, il 2 ottobre, nel finale della gara di Youth League contro il Viktoria Plzen, per un intervento criminale di Vaclav Svoboda, che gli fatto piegare il ginocchio sinistro in modo innaturale, lesionando il legamento crociato anteriore, quello posteriore, e la capsula della rotula. Portato immediatamente a Villa Stuart per bloccare l'articolazione, evitando guai peggiori, il suo procuratore, Mino Raiola, ha proposto di farlo operare a Pittsburgh, la clinica statunitense dove aveva già fatto curare Ibrahimovic, e la società ha accettato. Il 12 ottobre è stato operato, un mesetto dopo ha avuto il placet per camminare con le stampelle, e per poter tornare a Roma.

Il recupero procede molto bene: il ragazzo - che in questa fase del recupero si sta allenando spesso con l'altro terzino della Primavera, Devid Bouah, che si è rotto il crociato il 23 novembre contro la Fiorentina - sta rispettando in pieno la tabella di marcia, anzi, è anche in anticipo. Da tempo ha ricominciato a correre, il mese scorso anche con i cambi di direzione, ed è andato tutto bene. Entro fine mese ci sarà l'ultima visita di controllo: il professore che lo ha operato dovrebbe venire a Roma, per certificare la guarigione completa del ragazzo. Che, il giorno dell'infortunio, stava giocando per la prima volta dal primo minuto in Primavera, dopo aver debuttato il 23 settembre, in campionato, a Varese contro il Milan.

Se l'era giocata molto bene quella prima da titolare - quando si fece male mancavano solamente 8' alla fine - l'esame era stato superato a pieni voti. La Roma Primavera aveva trovato un titolare in più, in uno dei ruoli più ricercati, quello di terzino sinistro. Con un fisico - supera il metro e 90 - che gli permette, quando serve, di disimpegnarsi senza problemi anche al centro della difesa. Classe 2002, per età avrebbe potuto giocare ancora con l'Under 17, ma sin dalla preparazione estiva Alberto De Rossi lo ha portato sotto età in Primavera, insieme all'attaccante esterno ivoriano Bamba.

L'occasione persa

La stessa trafila fatta un anno prima da Riccardi e Bouah, che poi a febbraio si sono ritrovati in panchina con la prima squadra, contro il Benevento. La stessa cosa, senza quell'infortunio, sarebbe quasi certamente capitata a lui: contro l'Empoli Claudio Ranieri ha chiamato cinque Primavera, tre dei quali non erano mai saliti in prima squadra, tra cui Francesco Semeraro, ovvero il terzino sinistro a cui Calafiori stava togliendo il posto prima dell'infortunio. E anche ieri, a Genova, in prima squadra ci sarebbe stato posto per un terzino della Primavera, con Florenzi e Santon ko, e Luca Pellegrini (uno dei primi che andò a trovarlo in clinica, dopo l'infortunio) ceduto al Cagliari. Di certo avrebbe fatto la fase finale dell'Europeo Under 17, a maggio, in Irlanda, nel girone di ferro con Spagna, Germania, Austria. Non c'erano romanisti nella spedizione azzurra dei classe 2002, che il mese scorso ha passato il secondo girone di qualificazione: Bove, Milanese, Tripi e Cancellieri sono stati chiamati in periodi diversi, senza però venire confermati nel gruppo che ha vinto il girone in Turchia, lui ci sarebbe stato di sicuro.

Ha fatto parte del giro azzurro sin dall'Under 15, nel 2016, giocandosi il posto con un altro ottimo terzino sinistro, Christian Dimarco dell'Inter (fratello del laterale del Parma e dell'Under 21 Federico, pure lui ex nerazzurro). Ma a settembre, nelle ultime apparizioni prima dell'infortunio, in un torneo (vinto) in Germania, il titolare era il romanista. Di nazionale se ne riparlerà l'anno prossimo, quasi certamente anche di Roma: anche se il recupero procede bene, difficilmente gli faranno giocare le ultime partite dell'anno, le finali Under 17 a giugno. Meglio ripartire direttamente dalla preparazione estiva. Fino a quel momento, continuerà a fare lo spettatore, come una settimana fa, quando Zakaria Sdaigui, nel finale Roma-Cagliari, si è rotto tibia e perone. Infortunio diverso dal suo, molto simile era lo sgomento dei presenti. Calafiori è rimasto scosso: era fuori dall'ambulanza quando hanno portato in ospedale il compagno, e un paio di giorni dopo lo è andato a trovare in ospedale. Non hanno mai giocato insieme finora, visti i due anni di differenza, lo faranno l'anno prossimo, in Primavera.