Due volti, un punto, tanto da lavorare. La Roma del Bentegodi lascia una discreta impressione a fine primo tempo (ma sbagliando troppo sotto porta) e sparisce nella ripresa contro un Verona carico di riserve. Con tutte le attenuanti del caso, davvero troppo poco.

IL MIGLIORE - 7 SPINAZZOLA Spinge fin dalle prime battute, come da consuetudine. Kolarov è lontano e sulla mancina gli fa compagnia solo baby Calafiori. Sarà un caso, ma appare sempre più padrone della corsia. Quando accelera non lo prendono mai e le palle gol più nitide nascono da sue iniziative: prima per i compagni, poi in solitaria. La traversa gli nega un gol da antologia a poco dal termine. Il migliore per distacco.

6 MIRANTE Vince il ballottaggio con Pau: per circa mezzora non ha pensieri, la prima palla gol del Verona diventa un passaggio fra le sue braccia, sulla seconda il riflesso è benedetto dalla traversa. Incerto nei disimpegni di piede, poi i pali lo graziano ancora nel finale.

6 MANCINI Il più continuo dei tre centrali. Senza nulla di trascendentale.

6 CRISTANTE Ancora una volta centrale nella difesa a tre: qualche uscita a vuoto in avvio, ma è la sua testa a salvare sul possibile tap-in dopo la traversa veronese di fine primo tempo.

5,5 IBANEZ Alterna buoni anticipi a qualche disimpegno pigro di troppo. Che rischia di costare molto caro.

6,5 KARSDORP Il terzino che nessuno si aspettava di vedere fino a due settimane fa rischia di essere titolare e non solo al debutto. Pronti via sfiora un numero da copertina, con un tacco volante che sfiora il gol. Si propone con continuità e fornisce scatti da centometrista sui recuperi, fino ad arrendersi ai capricci dei suoi muscoli e chiedere il cambio.

5,5 DIAWARA Tocca a lui far girare il pallone, ma stavolta geometrie e precisione non albergano dalle sue parti.

6,5 VERETOUT Dopo 10' innesta il turbo e si lancia nello spazio, venendo fermato con le cattive a un filo dall'ingresso dell'area. Con un bolide su punizione scalda i guanti di Silvestri, con un altro di controbalzo sfiora la traversa. Poi si dedica all'interdizione. E in nessuna delle due fasi si ferma mai. Come sempre.

6 PELLEGRINI Capitano di giornata, in attesa di diventare designato. Chiamato al salto di qualità dopo gli alti e bassi dell'ultima stagione, comincia con tocchi di prima, duettando di fino coi due compagni d'attacco che al pallone danno del tu. Da pari. Inizia e conclude una bella azione prima di lasciare il campo.

6,5 PEDRO Schierato a sorpresa dopo un'estate trascorsa a recuperare dal ko alla spalla, ci mette meno di due minuti a regalare il primo spunto. È all'esordio, ma s'intende a meraviglia con Pellegrini e Micki. Si muove già da leader, forte di un curriculum lungo un papiro e denso di trionfi. Fallisce un'occasione ghiotta nel primo tempo, eppure la sensazione è di trovarsi in casa un giocatore di categoria superiore. L'alba della sua avventura romanista non è fortunatissima, ma irradia luce di speranza.

6 MKHITARYAN In teoria è il centravanti designato, in pratica nell'attacco tutto movimento scelto da Fonseca svaria sull'intero fronte offensivo. Fallisce diverse occasioni, una colossale. Resta però vivo fino alla fine, sia pure subendo un fisiologico calo alla distanza.

S.V. SANTON Rileva Karsdorp nel momento del forcing finale molto più che confuso, a cui contribuisce con una serie di cross alti per nessuno.

S.V. KLUIVERT In campo per dare verve nel finale concitato: si accende anche, ma è troppo tardi per incidere.

S.V. VILLAR Spiccioli di gara.