Quattro schiaffi alle ingiustizie. La Roma piega l'ennesimo arbitraggio senza senso con un'altra gara entusiasmante per voglia, dedizione, spirito di sacrificio. Cuore e tecnica, testa e spirito di squadra. Anche in dieci. Uno per tutti, tutti per Lei.

IL MIGLIORE

8 GIANLUCA MANCINI - Le azioni simbolo della sua fantastica prestazione arrivano nei minuti finali. Sul 4-0, con la squadra in dieci dalla mezzora, con un'ammonizione sulle spalle, il ragazzo che si sdoppia fra difesa e centrocampo ha perfino la forza di andare a pressare in attacco. Ai limiti dell'area friulana. Da giocatore totale e totalizzante. Esemplare per i compagni, il suo strepitoso rendimento ha conquistato anche Fonseca. A Udine gli affida i due ruoli, che interpreta con straordinaria efficacia e fosforo a volontà. Se la Roma è tanta roba, il resto è Mancio.

7 LOPEZ - Ci tiene a conservare la porta immacolata e se per tre quarti di partita si limita ad ammirare i compagni, sul finale ci mette del suo stendendosi a levare la palla dall'angolino. Sempre più protagonista, un Pau alla volta.

6,5 SANTON - Qualche disattenzione iniziale mette in allarme. Quando Irrati dirada le fila, paradossalmente si ritrova. Finisce in crescendo.

7,5 SMALLING - Non fosse per il passaggio corto che causa il giallo di Mancini, rasenterebbe la perfezione. Ancora una gara maiuscola - la settima consecutiva - e questa volta anche con gol, il primo in giallorosso. Smalling ma grande.

6 FAZIO - La sua unica colpa è trovare l'Irrati di turno sulla sua strada. Forse pecca in reattività, ma quello su Okaka non è fallo nemmeno a tamburello.

7 KOLAROV - Assist di destro. Punizione da un'altra galassia che per poco non sorprende Musso. Consueto rigore perfetto con esultanza rabbiosa. In mezzo ai tre picchi, una prestazione perfetta. Il serbo sterza a regola d'arte.

7 VERETOUT - Riesce a "rubare" una punizione a Kolarov ed è una notizia. Lo è molto meno vederlo moltiplicare energie e polmoni, a beneficio dei compagni. Veretout e subito.

7,5 ZANIOLO - Terzo gol consecutivo, primo in trasferta, che sembra mettere il match in discesa. Poi Irrati capovolge il senso, ma questa squadra riesce a trasformare le salite più impervie nelle vittorie più esaltanti. E gli strappi di Nicolò, tutti tecnica e potenza, le calzano a meraviglia.

8 PASTORE - Vederlo rinato è delizia per gli occhi, con timbri simili sulle vittorie è anche nutrimento per l'anima. Inizia con un destro di controbalzo, prosegue con corse eleganti e assist su tracce visibili solo a talenti superiori. Esce con la standing ovation dell'intero impianto friulano, ma se lo gode la Roma. Pastore pro nobis.

7,5 KLUIVERT - Prima crea scompiglio nella ballerina difesa friulana, poi decide che tocca a lui. Il gol è frutto di una sintonia da estasi: azione che attraversa il campo da un'area all'altra, trovandolo come terminale vincente. L'uomo Justin al momento Klu.

7 DZEKO - Più rifinitore che finalizzatore, per una sera più leader che bomber: bene così, nonostante un giallo per proteste (da Capitano) che grida vendetta.

6 CETIN - Irrobustisce la difesa nel finale.

S.V. PEROTTI - Altri minuti preziosi in cascina.

S.V. FLORENZI - Omaggia i tifosi. Da romanista.