Per come si era messa al termine del primo tempo, alla fine è andata anche bene. Altri due ko ad aggiungersi al fin troppo nutrito gruppo di assenti e convalescenti. Poi la solita surreale gestione dei cartellini, che penalizza oltremodo i piani di Fonseca dalla tribuna, ora alle prese con il conteggio dei (pochi) disponibili per un ciclo che già all'inizio si preannuncia durissimo. Maniche da rimboccare. 

IL MIGLIORE: MANCINI 7 - D'accordo, la produzione offensiva sampdoriana non era quella di Liverpool o Barcellona prima di incrociare la Roma, lo è forse anche meno con Ranieri in panchina. I blucerchiati non pungono mai e Quagliarella si fa notare più per falli e proteste (entrambi impuniti) che per pericoli creati in direzione di Pau, gran parte del merito è della coppia centrale. Smalling si conferma più che affidabile, l'ex atalantino è in continua crescita. Tattica, fisica e tecnica. Copre ogni spazio, marca senza sbavature ed è il primo a impostare la manovra. Non disdegna anche le sortite offensive. Se la Roma colleziona un altro clean sheet, si deve anche a lui. E se le occasioni non fioccano, il resto è Mancio.

6,5 LOPEZ - Per tre quarti di gara osserva i compagni infrangersi sul muro doriano, ma nel finale sfodera due interventi decisivi per conservare almeno il pareggio.
6 SPINAZZOLA - Si dedica all'ordinaria amministrazione sulla fascia destra, ma quando potrebbe affondare in fase offensiva non trova il passaggio vincente.
6,5 SMALLING - Ancora una prestazione convincente: sempre puntuale, in anticipo a terra come nel gioco aereo. Si fa rispettare anche nei duelli in velocità, con lo scatto o grazie al fisico poderoso.
6 KOLAROV - La tattica ranieriana gli lascia campo: ne approfitta poco e spesso sbaglia la misura di cross e passaggi. Ma dietro soffre poco.
S.V. CRISTANTE Se attraverso le forche caudine dell'infermeria deve passare anche Bryan robot, l'emergenza ha oltrepassato i livelli di guardia.

6,5 VERETOUT - Lo spartito non può che essere improvvisato per le numerose assenze. Jordan però non fa una piega e veste da par suo i panni del direttore d'orchestra: senza strafare, lottando e impostando.
5,5 KLUIVERT - In zona offensiva è quello che tenta il maggior numero di spunti, anche se sfociano più spesso nella confusione che nella sostanza. Il colpo di grazia glielo dà Maresca, che lascia impuniti diversi attentati alle sue gambe, ma gli sventola due gialli per altrettanti falli veniali. Vessato.
5,5 ZANIOLO - È vero che costruisce due azioni pericolose dal nulla, ma poi le vanifica non dosando i possibili assist. Con lo strapotere fisico e la tecnica che ha in dote, qualche tocco di palla in meno gli farebbe incidere il suo nome sul match.
5,5 FLORENZI - Non è al top e si vede. Forse è anche disabituato a giocare alto. Ma la sua prova è deficitaria.

5,5 KALINIC - Non trova mai lo sbocco vincente e a fine primo tempo deve anche dare forfait dopo una botta al ginocchio sinistro.
6,5 PASTORE - Preannunciato da Fonseca, è lui il primo cambio a centrocampo. I piedi sono sempre sopraffini e i suoi lanci da regista illuminano. Non si tira indietro sui contrasti e un suo tiro da fuori nel finale è il maggior pericolo per la Samp. Non male per un adattato.
6 DZEKO - Il cavaliere mascherato deve giocare senza la visuale a 360 gradi, che lo rende faro offensivo.
S.V. PEROTTI - 15' per l'esordio stagionale.