Le pagelle di Roma-Fiorentina 4-0: attenti a quei due
Dybala e Malen incantano l’Olimpico: Paulo ispira tre volte Dony che scarta i doni. Lulli, personalità straripante al debutto. Ndicka domina con eleganza. Castro entra “affamato”
(GETTY IMAGES)
Tanta Roma. La sinfonia perfetta esiste e va in scena all’Olimpico. Straordinaria - altro che buona - la prima: quattro reti che avrebbero potuto essere il doppio, un gioco scintillante, ritmi altissimi per 90 minuti, Fiorentina annichilita. Manca una vita e quindi la cautela è d’obbligo, ma che meraviglia un inizio simile.
8 L'ALLENATORE - GASPERINI. Dirige l’orchestra in maniera perfetta: sinfonia all’unisono, solisti esaltati, seconde linee finalmente all’altezza delle prime. Ci sarà da divertirsi.
9 IL MIGLIORE - MALEN. Che l’estate sottotono sia alle spalle si intuisce fin dall’avvio. E riparte da dove aveva lasciato in A: non solo firma il vantaggio, ma la magia con cui lo prepara (in un decimo di secondo) è da stropicciarsi gli occhi. Il bis è un mix di tecnica e potenza, il tris la conferma dell’intesa aurea con Paulo. Da Re Mida del gol manda in rete più o meno ogni pallone che tocca. Capocannoniere dell’anno solare e dell’attuale campionato con medie stellari. Fateje largo.
6,5 SVILAR. Per un tempo può limitarsi all’ordinaria amministrazione. Non gli tocca molto di più anche dopo, quando si oppone un paio di volte a Kean ma senza particolari affanni. Almeno ha la visuale privilegiata per godersi lo spettacolo.
7 MANCINI. Dalle sue parti si aggira Atta, non proprio l’ultimo arrivato, ma per ridurlo a un ectoplasma non ha nemmeno bisogno di ricorrere alle maniere forti.
7,5 NDICKA. Con quel passo felpato sembra poter soffrire in velocità, ma concede le briciole anche negli uno contro uno in campo aperto. Dominante con eleganza.
7 HERMOSO. Tosto dietro fino a rimediare il giallo, incisivo anche dalla metà campo in su quando appoggia la manovra e trova la rete, sia pure in offside.
8 LULLI. Debutto quasi last second per l’indisponibilità dell’intera fascia destra: il primo intervento salutato da una piccola ovazione gli dà coraggio e si propone senza timidezza anche davanti. Passano i minuti, esce fuori la personalità e riesce perfino a propiziare il 3-0. La carriera è appena all’inizio, ma l’alba è luminosissima.
7,5 CRISTANTE. Passano gli anni, cambia tutto ma lui no. Sempre lì, a fare legna, intercettare, dettare tempi. Certezza incrollabile.
7 KONÉ. L’ultimo a rientrare dalle fatiche mondiali è però fra i primi ad avere una maglia da titolare. Il suo incedere resta prepotente, negli scontri rimedia un giallo severo e una botta impunita.
7 WESLEY. Il solito moto perpetuo a sinistra: con le sue accelerazioni manda in tilt Dodò e ispira sempre potenziali occasioni. A volte va perfino più veloce del pallone, ma fa parte del pacchetto: prendere o lasciare e qui per fortuna si è preso.
7 MORA. Impiega un po’ a prendersi la scena, ma quando si accende regala sprazzi di luce.
8,5 DYBALA. Invecchiando migliora. Alla centesima in A da romanista incanta come sempre e aggiunge il piglio del leader non solo tecnico: dà indicazioni ai compagni e suona la carica in prima persona. Nei 10 minuti iniziali assalta tre volte la porta viola, poi dona a Dony la palla del vantaggio. E si ripete non una, ma due volte. Il quarto cioccolatino lo offre a Castro, anticipato di un niente. Bello da mozzare il fiato: 78 minuti di spettacolo purissimo. Chapeau.
9 MALEN. Che l’estate sottotono sia alle spalle si intuisce fin dall’avvio. E riparte da dove aveva lasciato in A: non solo firma il vantaggio, ma la magia con cui lo prepara (in un decimo di secondo) è da stropicciarsi gli occhi. Il bis è un mix di tecnica e potenza, il tris la conferma dell’intesa aurea con Paulo. Da Re Mida del gol manda in rete più o meno ogni pallone che tocca. Capocannoniere dell’anno solare e dell’attuale campionato con medie stellari. Fateje largo.
6,5 SOULÉ. Ci prova, ripiegando anche. Buona volontà e generosità.
6,5 KOULIERAKIS. Colosso, eppure rapido. Sarà utile.
7,5 CASTRO. Mica facile rilevare il mattatore di giornata sul 3-0. Ma Santiago entra con la brama di chi vuole mangiarsi il campo e lo fa pure. Spirito gladiatorio.
7,5 PISILLI. Una manciata di minuti: un bel triangolo con Castro, la firma sul poker e la corsa sotto la Sud. Mica poco.
6,5 EL AYNAOUI. Entra a giochi fatti, ma mantiene i ritmi alti.
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