AS Roma

Di Malen in meglio, la Roma vola: 4-0 alla prima contro la Fiorentina

Viola annichiliti dalla tripletta di Donyell. Nel finale arrotonda Pisilli. Capolavoro tattico di Gasperini

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
25 Agosto 2026 - 06:00

Signore e signori, romaniste e romanisti, et voilà la Roma di Gasperini, new version, con Malen e Dybala di sempre, ma con tanta qualità in più, così se parte Mora, poi entra Soulé, e se esce Paulino entra El Aynaoui, e se esce Koné entra Pisilli, e se fai riposare un po’ Donyell poi conosciamo Castro e se Hermoso è ammonito entra Koulierakis, e se l’allenatore avversario cambia tre volte sistema di gioco, Gasperini si presenta con tre facce diverse, prima 3-4-1-2, poi 4-2-4, infine 3-5-2, perché per lui non conta come si sta in campo, conta come si bloccano gli avversari, e il risultato è uno: che la squadra che di fronte prova a giocare si ritrova romanisti a correre come ossessi in ogni zona del campo dal primo all’ultimo dei 94 minuti giocati, anche se ti chiami Fiorentina e sei venuta qui con la grancassa mediatica che aveva dipinto la squadra rinnovata da Paratici e messa a disposizione di Grosso come il Brasile del 70. E invece in campo si è vista una squadra sola, l’Ayax di Cruyff, il Barcellona di Guardiola e il Milan di Sacchi, questo almeno è parsa ieri, una squadra capace di segnare 4 gol e di mancarne di un soffio altrettanti, di tenere il pallone per il 61% del tempo, di tirare 17 volte verso la porta, di cui 8 nello specchio, contro 9 di cui 5 nello specchio dei viola, ma con appena 0,18 di gol attesi, visto che i tiri sono stati tutti scagliati da lontano e Svilar non ha neanche sudato per bloccarli. Il campionato trova subito l’attesa protagonista, e pensare che all’appello mancano ancora un titolare e mezzo: l’alternativa a Wesley sulla fascia sinistra (Oosterwolde, arriva oggi), e un altro attaccante incursore di fascia, potrebbe essere Gittens o magari Fofana. Ce n’è di che sperare, alla faccia di tutti quelli che si affannano a dire che Gasperini è ancora arrabbiato perché il mercato non l’ha soddisfatto. Viene da ridere.

La Fiorentina non ha quasi mai attraversato la linea di metà campo già nel primo tempo, letteralmente dominato dalla Roma, e finito solo per casualità con un risultato così striminzito, il golletto di Malen, anzi, il gollone di Malen, che si è ripresentato al campionato proprio come aveva lasciato. Vale la pena descriverla subito l’azione, nata da un contrasto tenero di Hermoso con Mastrantuono che per impietosire l’arbitro - l’attento Marcenaro - ha provato a simulare una gomitata in faccia, dimenticando che con le cento telecamere a disposizione quella manina poggiata sul petto dal romanista avrebbe solo disvelato i suoi piani simulatori. Ma poi la palla è arrivata tra i piedi di Dybala, nella sua privilegiata posizione di attaccante di destra, e da lì Paulino è partito dritto tagliando verso il cuore dell’area, saltando gli avversari e passandogli dentro come il vento s’insinua tra le tremule tende dell’inverno, fino quasi a sbattere addosso a Malen che dopo l’ultimo tocco del compagno si è spostato il pallone col tacco per battere De Gea col sinistro. Una meraviglia tra due geni del bene, il bene della Roma, e di Gasperini che gongolava davanti alla panchina pregustando una stagione niente male.

Basterebbe questo per descrivere il primo tempo, ma non vorremmo privare chi non l’ha visto delle tante altre delizie ammirate, e chi l’ha visto del privilegio di riassaporarne la fragranza. Già al 4’ il primo palleggio tra Mora e Dybala ha dato la misura del livello tecnico che ci gusteremo quest’anno: doppio scambio, e sinistro dell’argentino a scuotere subito i guantoni di De Gea. Al 6’ è stato Malen a servire Paulino che ha chiesto all’arbitro di rivedere la traiettoria del suo tiro finito oltre la traversa, a suo dire deviato dal braccio alzato di Fagioli, ma Marcenaro ha detto di no e Abisso è rimasto muto. Al 14’ Wesley ha pescato Dybala con un cross di fino di sinistro, ma la conclusione dell’argentino stavolta è stata svirgolata ed è finita in curva. Al 19’ è salito in cattedra Mora, prendendo una palla quasi innocua dalle parti della bandierina, ma ha cominciato ad accarezzarla come sanno fare solo quelli con la sua qualità, e lei ha risposto docile, entrando in area da fuori con lui, mentre Ranieri indietreggiava spaventato, fino all’ultimo rientro sul destro e al tiro sparato verso l’incrocio, con la manona protesa di De Gea ad alzar la traiettoria oltre la traversa, una parata strepitosa a negare un gol da favola per il ragazzino portoghese, uno dei tre 2007 in campo. L’altro baby romanista, Lulli, è stato premiato da Gasperini per via del riposo forzato di Molina (fermato dalle veschiche) e di Rensch, risentimento al flessore sinistro. Il terzo, l’argentino Mastantuono della Fiorentina prestato dal Real Madrid, è uscito dopo un’ora dopo essersi distinto solo per la brutta simulazione nell’azione del primo gol della Roma. Al 25’ Lulli per poco non ha bagnato l’esordio con un gol, svettando di testa su un bel cross ancora di Wesley, ma deviando alto, poi al 27’ è arrivato il gol che ha indirizzato la partita. E la Fiorentina? Appena due tiri in porta, uno di Brescianini al 12’, l’altro di Ndour a fine tempo, neutralizzati entrambi senza fatica da Svilar. Tatticamente non c’è stato confronto sin dai primi minuti. Il 3412 modellato da Gasperini sul 4321 di Grosso ha funzionato presto e bene, con Mancini su Atta ed Hermoso su Mastantuono, con Ndicka ad occuparsi di Pellegrino, preferito misteriosamente da Grosso a Kean (destinato al Como, si dice, ma poi in campo nell’ultima mezz’ora, sul 3-0); a metà campo i duelli si sono consumati tra Cristante e Brescianini e Koné e Ndour (non c’è mai stata partita), mentre Lulli a destra e Wesley a sinistra si sono alzati fino ai terzini, Dodo da una parte e Joao Mario dall’altra, con Mora mandato sulle tracce di Fagioli (ma è stato l’ex juventino ad avere i maggiori problemi a cercarlo) e Dybala e Malen accoppiati a Ranieri e Dragusin

Allo stesso modo si è ripartiti nel secondo tempo, ma la musica non è cambiata. Ci ha provato nei primi minuti la Fiorentina ad alzare il baricentro ed è stata punita alla prima palla rialzata nella metà campo, nello specifico da Hermoso (di destro) a Dybala, col tentativo (fallito) di Joao Mario di fermare il lancio al volo, con Paulino ad agganciare la palla difendendola all’indietro, per poi servire lungo Malen che è andato a duello Dragusin, l’ha scansato sulla sinistra per poi sparare un mancino dal basso verso l’alto che ha piegato le mani a De Gea. Subito dopo è entrato Soulé per Mora e la qualità è rimasta alta. Così Cristante ha cercato in verticale Malen che ha controllato il pallone e ha calciato d’istinto, angolandolo di una misura in più. Ma tempo un paio di minuti e ha fatto il tris, con la collaborazione stavolta in prima battuta di Lulli, bravo a strappare in scivolata un pallone a Ranieri, e poi in seconda ancora di Dybala, strepitoso nel suo affondo sulla destra, inseguito ancora dal povero Dragusin, per lo scarico ancora su Malen che a porta vuota ha segnato la sua tripletta. Così Grosso ha provato a cambiare le carte in tavola, inserendo Jimenez per Brescianini, Oulai per Fagioli e Kean per Mastantuono, e variando il sistema in una sorta di 424, con due punte centrali, Jimenez a destra e Atta a sinistra. Pronta la risposta di Gasperini, con un 424 a specchio, con Lulli basso sul francese ed Hermoso terzino sinistro sullo spagnolo, con Wesley e Soulé tenuti alti sui terzini viola e duelli a coppie nel mezzo. Dopo un po’ Gasp ha regalato una standing ovation a Malen, e dato fiato ad Hermoso, ammonito, inserendo Castro e Koulierakis, entrambi all’esordio. Ma non c’era più partita, anche se Grosso ha provato a sparigliare di nuovo, passando al 433 e costringendo Gasp a inserire Pisilli e El Aynaoui per Koné (stanchissimo e preda dei crampi) e Dybala, disegnando una specie di 352 con cui ha chiuso la partita. Ma la Roma non si è mai fermata, anzi, nel finale è stata ancora più veemente, come nei giorni della miglior Atalanta di Gasperini, e gli ossessi in maglia giallorossa hanno preso d’assalto De Gea. Al 33’ Castro è stato fermato da una curiosa interpretazione del regolamento di Marcenaro quando era ormai libero verso la porta viola, al 39’ una bellissima combinazione Cristante, Pisilli, Castro è stata rifinita dall’attaccante argentino con un gran sinistro fuori di poco, al 40’ Soulé si è intenerito e dopo un doppio dribbling in area ha graziato De Gea passandogli il pallone e infine al 41’ Pisilli si è ripreso il pallone da un triangolo fallito (complice Mandragora) e di punta ha beffato ancora il portiere spagnolo, per il definitivo 4-0. Che soddisfazione!

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