Gasperini tiene il punto: tra Roma e Atalanta finisce 1-1
Rete iniziale di Krstovic, pari di Hermoso. I giallorossi ritrovano il 5° posto col Como e tengono lontana la squadra di Palladino
(MANCINI)
La montagna della stressantissima settimana romanista ha partorito il topolino di un punto equanimamente distribuito tra Roma e Atalanta in uno spareggio in chiave Champions che di fatto favorisce la Juventus (a +2 e attesa stasera dalla sfida casalinga al Bologna), ma almeno riporta la Roma al quinto posto al fianco del Como, fermato sabato dal Sassuolo, e soprattutto tiene lontana proprio l’Atalanta, quattro punti più sotto. È finita 1-1 la sfida di ieri sera all’Olimpico, gol all’inizio e alla fine del primo tempo, prima Krstovic, poi Hermoso, per la tiepida esultanza sugli spalti di Claudio Ranieri, il convitato di pietra, l’autore dello sfogo della settimana scorsa contro Gasperini da cui è disceso quel fiume di polemiche tutte interne culminate con le lacrime di Gasperini sabato in conferenza stampa.
Ai temi che avevano sconvolto la lunga vigilia romanista si è poi aggiunta all’alba della sfida la mazzata del gol di Krstovic, uno degli attaccanti a lungo nel mirino della Roma ai tempi già di Ghisolfi e a lungo pure considerato un oggetto misterioso nella stagione atalantina, ma poi le sue qualità sono emerse: quello di ieri è stato il 10° gol su 30 presenze in campionato. Niente male neanche lo stile del gesto tecnico: palla rubata in uscita spericolata romanista (triangolo lungo Hermoso-El Shaarawy con la pretese per lo spagnolo di controllare in corsa e in slalom), immediata verticale di De Roon per Krstovic che ha controllato un attimo e ha stoccato forte in diagonale, destro da destra all’angolo di destra di Svilar, sorpreso e in ritardo. Una maledizione per Gasperini e per quello che all’improvviso si andava configurando. Ma la Roma, che aveva cominciato con la giusta testa la partita (al 6’ El Shaarawy ha mancato una facile deviazione di testa su cross di El Aynaoui in qualche modo ingannato da un liscio di Bellanova in marcatura), dopo lo svantaggio ha avuto la giusta reazione, alzando i ritmi del palleggio e costringendo l’Atalanta a difendersi sostanzialmente bassa per tutto il tempo (all’intervallo le statistiche indicavano 62% di possesso palla per la Roma, 8 tiri a 3, 6 a 2 nello specchio) fino a che il varco non è stato trovato proprio alla fine del tempo, con un trio che non t’aspetti: rientro da destra di Celik e cross di sinistro, torre di Rensch da sinistra e splendida girata al volo di Hermoso a centroarea, sotto la traversa. In mezzo tra un gol e l’altro c’è stata tanta Roma. Gasp è stato obbligato a schierare l’undici annunciato, dovendo far fronte a tante indisponibilità. E così dovendo rinunciare a Koné, Pellegrini, Dybala, Ferguson, Dovbyk e Wesley, sono andati in campo Svilar tra i pali, Mancini, Ndicka ed Hermoso ad occuparsi del tridente iniziale di Palladino (rispettivamente Raspadori, Krstovic e il fantasma di De Ketelaere), a metà campo Celik a duettare con Zappacosta, El Aynaoui a vedersela con Ederson, Cristante ad affrontare De Roon e a sinistra Rensch opposto a Bellanova, davanti gli accoppiamenti sono stati Soulé e Kolasinac, Malen e Djimsiti, El Shaarawy e Scalvini. Dieci coppie a duettare in ogni zona del campo, come da regime gasperiniano trasferito anche all’allievo Palladino. Lo stadio si era espresso sul dibattito e sulle polemiche intanto con un lungo e caloroso applauso al tecnico all’annuncio delle formazioni e poi con degli striscioni piuttosto chiari, tutti tesi al richiamo dell’unità e al supremo interesse della Roma, forse trascurato proprio dal più romanista dei protagonisti di questa stagione. Nel primo tempo la Roma ha fatto decisamente meglio dell’Atalanta dopo il gol di Krstovic. Già al 15’ Soulé ha provato a calciare forte ma la sua conclusione è stata deviata di testa da Kolasinac, al 18’ ancora l’argentino - ormai quasi completamente ritrovato - ha provato il sinistro di collo interno a giro verso l’angolino, bravo Carnesecchi ad arrivarci. E sul corner tirato velocemente, Hermoso ha deviato di testa sopra la traversa. Al 24’ per un errore di Scalvini El Shaarawy è andato dritto verso la porta dell’Atalanta, si è fermato per rientrare sul destro e ha regalato un assist prezioso a Malen che avrebbe potuto a sua volta anche allargare verso Soulé e invece ha preferito tirare forte sull’uscita di Carnesecchi, bravo a respingere di petto. Al 32’ una transizione corta dell’Atalanta ha portato Malen a calciare da posizione defilata sulla destra dopo un bell’assist di El Aynaoui, ancora una volta bravo Carnesecchi a respingere. Un minuto dopo l’altra occasione del primo tempo costruita dai bergamaschi, un po’ casualmente, su una palla lanciata lunga sulla fascia, con El Aynaoui che ha perso l’equilibrio nella corsa con Ederson e poi per recuperare ha provato a fermarlo in scivolata, sul rientro dentro al campo il brasiliano si è trovato solo davanti a Svilar che è riuscito a respingere. Al 40’ Soulé ha trovato un bel corridoio per servire Celik in area, ma il turco invece di cercare l’assist per Malen o El Shaarawy ha tentato uno strano tiro-cross reso inoffensivo da Carnesecchi. Poi il pareggio già descritto di Hermoso.
Nella ripresa Palladino si è presentato con tre cambi (Kossonou, Zalewski ed Ahanor al posto di Scalvini, De Ketelaere e Kolasinac) e dopo nove minuti ha dovuto inserire anche Bernasconi per Bellanova. Al 15’ anche Gasperini è intervenuto a rimboccare la benzina mettendo Pisilli per El Aynaoui, Ghilardi per Mancini e Venturino per El Shaarawy e l’impressione è stata che nei cambi l’Atalanta avesse mantenuto il suo livello e la Roma perso un po’ di “spessore”. Ci è voluta tutta la qualità di Soulé e di Malen per creare una nuova occasione, al 18’: gran taglio dell’argentino per il compagno entrato in area sulla destra e grandissima conclusione dell’olandese, deviata con la mano estesa in volo libero da Carnesecchi. Al 21’ uno schema su punizione ha liberato Celik al tiro di sinistro (con tacco geniale di Malen): deviato oltre la traversa. Poi Venturino ha crossato per Hermoso che ha cercato la doppietta di testa, bravo ancora Carnesecchi. Poi ci ha provato Venturino di testa su cross di Soulé, ancora alto. Stesso esito per un tentativo di Krstovic su corner, un minuto dopo. Subito dopo Gasp ha provato a irrobustire l’attacco mettendo Vaz al fianco di Malen, spostato a sinistra, richiamando fuori Soulé, stanchissimo. Per l’olandese è cominciato qualche minuto di sofferenza perché il suo avversario diretto, Kossonou, ha provato ad attaccarlo ad ogni costruzione dell’Atalanta, costringendolo a delle lunghe rincorse all’indietro, fin quando Gasperini, per gli ultimi cinque minuti, ha invertito la sua posizione con quella di Robinio. Nel finale Hermoso ha preso una traversa con un colpo di testa a pallonetto, poi c’è stato spazio solo per altri cambi, con l’impalpabile Tsimikas inserito al posto di Rensch e Pasalic al posto di Ederson. E si è finito senza squilli.
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