Le pagelle di Roma-Juventus 3-3: Wesley dà l'esempio
Il brasiliano prezioso dietro e travolgente quando avanza, firma anche un gol capolavoro. Malen famelico, Pisilli intenso in ogni zona. Da Cristante una lunga sequenza di errori, male i cambi
(GETTY IMAGES)
Bruciati al fotofinish. La Roma dilapida tre punti ormai nel sacco, dopo aver dominato in lungo e largo lo scontro diretto con una Juventus stanca e ferita, senza però chiuderlo e lasciandosi anzi beffare in pieno recupero. Resta la sensazione amarissima di una grande occasione persa.
IL MIGLIORE - 7,5 WESLEY. Attento e deciso in fase difensiva, prezioso nei raddoppi, ma rimedia un giallo che vuol dire squalifica. Quando spinge si conferma una spina nel fianco di qualsiasi avversario e a fine tempo sfodera dal cilindro una magia da tramandare ai posteri. La Wesley side story si interrompe però sul più bello, non per colpa sua.
IL TECNICO - 6,5 GASPERINI. L’egemonia in campo è netta, le ingenuità finali anche. Poco decifrabile la gestione dei cambi, ma il risultato non può cancellare una prestazione maiuscola.
5,5 SVILAR. Graziato da McKennie su una zuccata ravvicinata, non è chiamato a compiere interventi pre-intervallo. Subito dopo però arriva il primo pari, nel finale gli altri due gol: su nessuno ha colpe specifiche, ma i tiri che riceve non sono molti di più di quei tre.
6 MANCINI. Dalle sue parti si aggira un signore col 10 che è sempre bene tenere d’occhio: lo controlla senza scomporsi e “rischia” di diventare decisivo nell’altra area con la sponda per Malen. Cede qualcosa nell’ultimo surreale quarto d’ora.
6,5 NDICKA. Con quel passo felpato sembra sempre che abbia meno foga di altri. In realtà Evan gioca su posizione e anticipi, da centrale consumato. Per 80 minuti circa, come il resto dei compagni. E piazza un’altra zampata vincente.
5,5 CELIK. Arretrato nell’ultima linea deve badare al sodo più che spingere: affrancato da compiti che non fanno parte del suo repertorio, (ri)diventa utile alla causa. Almeno fino alla seconda rete bianconera, sulla quale ha responsabilità evidenti.
7 RENSCH. Torna dal 1’ dopo un mese per dare manforte al versante destro che deve fronteggiare Yildiz e si rivela decisivo già in avvio, quando sbroglia due potenziali rischi nei pressi di Svilar. Tiene alta la concentrazione finché resta in campo, tanto da rendere arcano il motivo della sua sostituzione.
6,5 KONÉ. Quando strappa palloni in mezzo al campo è un caterpillar, in grado di infiammare lo stadio. Impiega un po’ a trovare la giusta misura dello smistamento, finché non indovina un corridoio da urlo per la cavalcata vincente di Donyell.
4,5 CRISTANTE. Due disimpegni horror spalancano il campo agli avversari, per fortuna senza conseguenze. Gli errori però si moltiplicano e Gasp lo inverte con Pisilli: stavolta però la correzione non dà frutti.
6 PELLEGRINI. Pronti via, non trova il tap-in vincente per ribadire in rete il tentativo di Pisilli. Poi però apre il compasso per il cross che dà vita al 2-1, ovvero la sua giocata migliore.
7 PISILLI. Titolare a suon di prestazioni e schierato sulla trequarti, impiega pochissimo a dare corpo alla scelta, impegnando subito Perin. Si danna in ogni zona di campo, fornendo un contributo notevole anche dietro. Diventa poi pregiato quando vince un contrasto e innesca Wesley per il vantaggio. Termina da mediano puro, con intatta determinazione.
7 MALEN. Coi suoi ripetuti scatti sul breve mette in ambasce la difesa juventina, fino a trovare la porta (ma anche il suo guardiano) a metà primo tempo. Nella ripresa ci prova da posizione impossibile, poi in acrobazia, senza successo, ma si aggira famelico nei pressi dell’area bianconera, in attesa che la preda si lasci sorprendere. E quando accade non perdona: scavetto, sesta firma e illusione di trionfo. Peccato.
5 EL AYNAOUI. Per una volta non porta benefici. Anzi, il suo ingresso coincide con la rimonta subita: ingenuo il fallo che provoca il 3-3.
5,5 GHILARDI. Ha un passo differente rispetto al dirimpettaio e soffre molto più del solito (e del previsto).
S.V. ZARAGOZA. Pochi minuti nel finale con un corner incredibilmente buttato fino a Svilar. Mah.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE