Le pagelle di Roma-Milan 1-1: Ghilardi è un gigante
Daniele di fisico e anticipo: francobolla Leao in ogni angolo di campo e lo cancella. Wesley non tira mai il freno. Pellegrini ha personalità da vendere. Ndicka, sbavatura che costa
(GETTY IMAGES)
Duri e pari. Tambureggiante nella prima metà di gara, gagliarda e tosta nella seconda, la Roma trova il primo “X” della stagione (e la prima rimonta su squadre di alta classifica) con qualche rimpianto finale, ma anche con l’accresciuta consapevolezza di stare a pieno titolo nelle zone di vertice. Un (altro) passo avanti, non solo per il punto conquistato.
IL MIGLIORE - 7,5 GHILARDI. Confermato sul versante sinistro della difesa, francobolla Leao facendo valere il fisico e seguendolo ovunque, in particolare nel primo tempo quando sembra avere il dono dell’ubiquità, apparendo in ogni angolo di campo vincitore di ogni duello. Risultato: il portoghese evapora. Gigante.
IL TECNICO - 7 GASPERINI. La sua squadra strapazza un avversario più attrezzato e riposato. Per come si era messa il pari è benedetto, anche se ai punti è perfino stretto. La strada è giusta.
6 SVILAR. Primo tempo da spettatore non pagante. A inizio ripresa deve intervenire su Rabiot e subito dopo subire una sua carica che sa quasi di ripicca, per fortuna senza conseguenze. Nessun tocchi Mile.
6,5 MANCINI. Del terzetto arretrato, è il più libero di avanzare e generare superiorità numerica. Nella fase arrembante è l’uomo in più, senza per questo cedere nulla dietro.
5,5 NDICKA. Nkunku ha un altro passo e gli tocca puntare tanto sull’anticipo. Fin qui tutto bene, ma poi con una scelta scellerata regala il corner da cui nasce lo 0-1.
6,5 CELIK. A destra spinge come un ossesso, quasi senza soluzione di continuità. A mancargli è l’ultimo tocco, sul fondo e anche quando si accentra: a pochi metri dalla porta si fa ipnotizzare da Maignan poco prima dell’intervallo. Il tocco giusto lo indovina però nel momento topico, procurando il rigore.
6,5 KONÉ. Gioca due gare in una, con esiti contrapposti: in fase di non possesso prende in consegna Modric e non lo fa respirare. In possesso però non ha uguale resa e spreca il vantaggio in avvio, confermando che il senso del gol gli appartiene poco. Alza bandiera bianca per una noia muscolare.
6,5 CRISTANTE. Esegue i compiti di Gasp da studente modello: se il suo partner in mediana controlla la fonte primaria di gioco di Allegri, a lui tocca quella alternativa, ovvero Ricci, che di sbocchi ne trova ben pochi. Ma il lavoro costa a Bryan qualcosa in termini di presenza nel campo avverso. Abnegante.
6,5 WESLEY. Opposto al giocatore più fischiato degli ultimi mesi, ha un intero stadio a spingere le sue avanzate. Alla fine costringe l’ex inviso al cambio e il suo sostituto al giallo. Mette la sua impronta anche sul pareggio, col cross che dà origine all’azione del rigore. Gli si può anche perdonare qualche imprecisione. Corri ragazzo laggiù.
6 DYBALA. Dopo le recenti scintillanti prestazioni è atteso al varco dai rossoneri e trova spazi soltanto a sprazzi. Da lui ti aspetti sempre che accenda la luce, stavolta lo fa a intermittenza. Capita.
6 SOULÉ. Con Wesley forma una catena di sinistra tutta corsa e imprevedibilità, capace di creare diversi potenziali pericoli. A Mati però la palla d’oro arriva sul piede meno forte e alza la mira. Peccato.
6,5 MALEN. Pronti via trova la porta di Maignan, non la rete. Nei primi 20’ va al tiro ben quattro volte, di destro, testa e sinistro. L’ultima è un’occasione sprecata, ma quando annusa odore di gol c’è sempre.
6 PISILLI. Rileva Koné, garantendo un pizzico di fisicità in meno ma maggiore supporto all’attacco.
7 PELLEGRINI. Da poco entrato, si carica il peso massimo del rigore proprio contro lo specialista nel neutralizzarsi. Ma gli attributi non gli mancano e raddrizza la sfida.
6 VAZ. Subentra a Malen nell’ultima parte di gara, battendosi con foga e un pizzico di confusione.
S.V. VENTURINO. Vive subito l’ebbrezza del debutto all’Olimpico in una sfida di livello e col punteggio in bilico. In bocca al lupo e che vinca la Lupa
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