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Le pagelle di Roma-Salernitana: è Pelle che cambia

L’ingresso del Capitano dà la scossa, ma basta soltanto a raggiungere il pari. Solbakken confusionario, Camara spezza ritmi di avversari e compagni, Belotti litiga ancora col gol

Lorenzo Pellegrini durante Roma-Salernitana

Lorenzo Pellegrini durante Roma-Salernitana (GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
23 Maggio 2023 - 07:00

Speranze al lumicino. Testa a Budapest o meno, la Roma sciupa una ghiotta opportunità per restare attaccata al treno Champions dalla classifica. Le seconde linee deludono, le prime provano a raddrizzarla ma senza riuscirci del tutto. E il pari con la Salernitana si trasforma in qualcosa di molto vicino a un commiato dalla strada dentro i confini.

6 RUI PATRICIO Lo 0-1 avrebbe sorpreso chiunque. Ma dopo lo svantaggio deve soltanto accartocciarsi una volta a terra e poi assistere al secondo gol granata dopo vari batti e ribatti.

6 BOVE Si traveste da Cristante mettendosi a disposizione per un altro ruolo inedito, dopo aver ricoperto quello di esterno in Germania. Le difficoltà sono inevitabili, ma la tigna è quella a cui ha abituato.

6 SMALLING Il rientro da titolare forse se lo sarebbe aspettato più agevole. Ma le settimane di assenza forzata non hanno scalfito il piglio del leader.

5,5 IBAÑEZ In ritardo quel tanto che basta per permettere a Candreva il colpo del mese. Prova a rifarsi sulla porta granata, ci riesce anche ma un mani di Belotti gli sottrae la possibilità di rimediare al proprio errore.

6 ZALEWSKI A destra, poi a sinistra, poi ancora a destra. Non si disorienta più di tanto, ci prova un paio di volte dalla distanza rientrando sempre verso il centro, ma senza successo. Alla fine un suo fallo tattico rischia di creare il parapiglia. Tanto rumore per (quasi) nulla.

5,5 CAMARA Ogni volta che riappare sul campo, è più facile comprendere perché per un lungo periodo è stato desaparecido. Spezza sì il ritmo avversario, ma anche quello romanista con scelte più che discutibili.

5 TAHIROVIC Si fida dei suoi mezzi, pure troppo. E se la sicurezza è sintomo di personalità, il rovescio della medaglia è che può sfociare nella superficialità. E diventare peccato.

6,5 EL SHAARAWY La migliore occasione del primo tempo è sua, la prima del secondo la trasforma in rete. E per essere un rientrante corre tantissimo, cercando anche di pungere ancora.

5 SOLBAKKEN Ce la mette tutta ma crea più confusione che occasioni. Nelle montagne russe delle sue prestazioni, è il turno del binario decrescente.

5,5 WIJNALDUM Mezzo passo indietro rispetto alle recenti e confortanti apparizioni post-ko. Stavolta pare spaesato.

5 BELOTTI La maledizione del gol continua: un suo involontario tocco di mano annulla quello di Ibañez, le possibili occasioni gli scivolano via anche quando l’incontro sembra vicino. La generosità e i tanti falli subiti rischiano di non bastare più.

6,5 PELLEGRINI Entra e dà la scossa, propiziando la punizione e poi lo stesso tiro da fermo che ribadito da Elsha frutta l’1-1. Con Lollo in campo è un’altra storia: cuce, ricama, inventa e conclude, ma sa anche trovare le forze per ripiegare e salvare la propria porta. In forma europea.

6,5 MATIC Alla sua maniera rimette in ordine i rapporti di forza, poi scarica tutta la propria nel destro che frutta il 2-2. Catalizza mille palloni: centro di gravità permanente.

6 LLORENTE Rientra con interventi decisi.

5,5 ABRAHAM Tanta buona volontà, poco altro.

6 CRISTANTE La determinazione c’è, la cattiveria sotto porta un po’ meno.

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