Un pareggio giusto, che dà un'indicazione chiara in ottica finale di Coppa Italia: la Roma c'è e se la gioca. Sabato al Tre Fontane le giallorosse e il Milan si sono spartite la posta senza farsi male, 0-0 equilibrato con tante occasioni da tutti e due i lati. Nel primo tempo le romaniste hanno tenuto il controllo del ritmo della gara, forti di un grande lavoro di Manuela Giugliano. La numero 10 ha recuperato una gran quantità di palloni in mediana, cercando anche la conclusione da fuori o dando il "la" all'azione delle compagne. La chance più grande dei primi 45' è stata però milanista: conclusione di Boquete e grande intervento di Ceasar a deviare sulla traversa. Ottima prova anche di Korenciova che ha risposto alle offensive romaniste quando la sua difesa andava in difficoltà. Sul piano della manovra la Roma ha giocato meglio, con una prestazione che fa ben sperare pensando al 30 maggio, giorno della gara in finale di coppa contro il gruppo di Ganz. Quel gruppo che offensivamente nei primi 45' ha trovato spazio per lo più sulla fascia sinistra, soprattutto quando Bartoli lasciava qualche metro alle sue spalle. In difesa però la Roma ha Linari, che guida il reparto e tiene alta la sua squadra non concedendo la profondità (dal suo arrivo, 5 reti inviolate in 8 gare di campionato). La produzione romanista in attacco è ben spiegata dagli undici calci d'angolo battuti e dal dato degli expected goals a 1.99 (1.04 quello del Milan). «C'è mancata la precisione nell'ultimo passaggio», ha detto Bavagnoli al termine della sfida. Nella ripresa ruoli invertiti rispetto ai primi 45', con le giallorosse a creare le occasioni più importanti per Lazaro e Bonfantini e il Milan più aggressivo e in controllo della gara. La Roma ha dovuto ancora far fronte alle assenze di Andressa e Ciccotti (dovrebbero recuperare per il 30) e la stanchezza si è fatta sentire, ma con Banusic non al meglio la coach non si è sentita di inserire una tra Corelli e Severini. Ora che in campionato l'obiettivo giallorosso è realisticamente solo quello di difendere il quarto posto, magari nelle ultime tre giornate ci sarà occasione di dare spazio alle più giovani, aspettando anche il recupero totale di Greggi, in panchina domenica.

Scudetto quasi bianconero

Il pareggio vale per il Milan un punto chiave per la Champions, mentre il Sassuolo non si è fermato (vincente per 4-0 a Verona) confermandosi come rivelazione del campionato. Le neroverdi di Piovani hanno colto il "vuoto di potere" lasciato dalla Fiorentina e dalla pessima prima parte di stagione della Roma e, trascinate da una piccola (16 anni) ma grandissima Bugeja capace disegnare 10 gol al suo primo anno in A, sono ora a più otto sulle giallorosse che a meno di sorprese chiuderanno per il terzo anno su tre un passo sotto al podio. La Juve ha reagito all'eliminazione dalla Coppa Italia arrivata per mano romanista: 6-1 alla Florentia. Ora il quarto scudetto di fila dista solo un punto.