Quando il rigore c’è e (non) si vede: anche per l'Aia Mazzoleni e Colombo hanno sbagliato
Unanimità sull’errore: sul tiro di Koné bisognava fischiare la massima punizione. Ma il danno è fatto
(GETTY IMAGES)
Consolazione o rabbia? Anche per l’Aia il tocco di braccio di Malinovskyi sul tiro di Koné in Genoa-Roma era da rigore. Sarà probabilmente più chiaro nei dettagli oggi nella puntata di Open Var ma la linea su quanto accaduto a Marassi è unanime. Solo per il direttore gara di Como, Andrea Colombo, e per il varista di Bergamo, Paolo Silvio Mazzoleni, e il suo collaboratore Avar, Gianluca Manganiello di Pinerolo quell’episodio non è da calcio di rigore. Soglia di intervento del Var alta, come dice qualcuno? Qui non c’è soglia, l’immagine è chiarissima. Non c’è certezza per intervento Var? «Se il Var non ha certezza con queste immagini, cambiasse mestiere», ha già risposto Gasperini dopo la partita.
Inspiegabile, allora, come né arbitro in campo né addetti ai monitor a Lissone abbiano controllato a fondo l’accaduto. Speriamo che i dialoghi chiariscano al grande pubblico un obbrobrio tecnico simile su un episodio non interpretabile ma oggettivo. Il braccio “fuori sagoma” di Malinovskyi annulla la non punibilità che potrebbe derivare dal precedente tocco di addome da parte dell’ucraino in maglia rossoblù. Una parata apparsa evidente a tutti già in campo, tranne al distratto Colombo, comunque piazzato perfettamente a pochi metri dall’azione e con la visuale perfettamente libera e a chi in presa diretta ha rivisto da più angolazioni la dinamica. In un altro articolo del Romanista, poi, analizziamo anche la sua performance negativa sul tempo effettivo.
E pensare che la designazione di Colombo, oltre a strappare qualche battuta sulla questione territoriale, data la provenienza del direttore di gara da Como (città e squadra diretta rivale per l’Europa della Roma, che i giallorossi incontreranno domenica prossima), sembrava una garanzia. Colombo è una delle poche luci accese di una classe arbitrale apparsa al buio in questa stagione. “Nativo” Var, soglia del fallo alta, autorevole con i calciatori. A maggior ragione se pensata in coppia con un varista esperto come Mazzoleni. Cotanti arbitri per un semplice Genoa-Roma? Tema che per la stessa ragione lasciava tranquilli. Come Avar, poi, Manganiello, protagonista in negativo - quella volta a sfavore del Genoa - della gara di andata, quando ai monitor aveva giudicato non punibile la manata di Svilar a Ostigard in area. Forse non lucidissimo neanche domenica.
Insomma, anche i migliori sbagliano, anzi, si perdono in un bicchier d’acqua. L’Aia confermerà ma il danno è fatto e non sarà l’ultimo.
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