Un altro passo per la crescita. Oggi l'Italia Femminile si gioca l'ottavo di finale del Mondiale di Francia 2019 contro la Cina. Le Azzurre sono arrivate alla rassegna iridata con l'obiettivo di passare il girone e sembrava un'impresa difficile da raggiungere. Con organizzazione e determinazione però, la squadra di Milena Bertolini il girone l'ha addirittura chiuso davanti a tutti e ora, quello che verrà, sarà tanto di guadagnato.

Una svolta tattica è arrivata al primo minuto del secondo tempo della gara d'esordio con l'Australia a Montpellier. Al rientro degli spogliatoi il capitano della Roma Bartoli ha preso il posto di Bergamaschi e le Azzurre si sono schierate col 4-4-2. Una scelta chiave perché da quel momento l'Italia si è riscoperta competitiva e a un ottimo livello. È proprio quel livello, quella qualità di gioco che ha fatto sì che le Azzurre siano arrivate alla sfida con la Cina con il favore del pronostico. Oggi, come è successo nelle ultime due partite, Bartoli partirà in campo dal primo minuto.

La squadra guidata da Jia Xiuquan è una nobile decaduta del calcio femminile a livello internazionale. Nel 1999 perdeva la finale contro gli Stati Uniti ai calci di rigore, in questa edizione si è qualificata agli ottavi rientrando nelle migliori terze del torneo. Il suo percorso nel Girone B l'ha vista segnare poco e difendere bene: una sconfitta di misura contro la forte Germania, vittoria per 1-0 con il Sudafrica e poi un pareggio con la Spagna. «In un ottavo di finale i numeri si azzerano»: la selezionatrice Azzurra non vuol pensare alle statistiche. In conferenza stampa alla vigilia della gara Bertolini ha richiamato la concentrazione delle sue ragazze: «Ci aspetta una partita molto combattuta. Affrontiamo una squadra forte fisicamente e ben organizzata, conterà molto la nostra compattezza. Dobbiamo essere ancora più precise, per passare serve fare ancora meglio di quanto visto fino a oggi». Italia e Cina si affronteranno a partire dalle 18 a Montpellier, nello stadio in cui le Azzurre hanno trovato consapevolezza, lo stesso stadio in cui vogliono continuare a sognare.