Molto più di un semplice rinnovo. La firma messa sul contratto da Serturini che la lega fino al 2024 con la Roma Femminile è una scelta di cuore, un vero atto d'amore. Non lo dimostrano solo le parole della giocatrice quali «Sono grata ogni giorno di indossare questi colori», già qualcosa di per niente scontato da una ventitreenne cresciuta nella piccolissima Gorno in provincia di Bergamo. Dalla sua parte ci sono anche i numeri, che la rendono per distacco una delle giocatrici più importanti di questa squadra, in campo e fuori. E poi i comportamenti, la professionalità, la dedizione e quello che ha preceduto la firma di pochi giorni fa.

Un "no" eccellente

Nel corso dell'estate la numero 15 giallorossa si è vista fare un'offerta che per molte delle calciatrici della nostra Serie A (e non solo) sarebbe irrinunciabile. Perché quando a chiedere convintamente di te è una grande squadra di Premier League si comincia a parlare di professionismo e di un livello tecnico nettamente superiore in un movimento calcistico più progredito. Sarebbe difficile biasimare chiunque accetti di corsa oppure valuti, quanto meno, con assoluto interesse, di trasferirsi Oltremanica. L'esperienza internazionale di Linari, a proposito di romaniste, fa capire come per giocare all'estero sia richiesto un certo standard e che garantisca un'esperienza, calcistica e personale, ben più alta di quanto si possa a oggi raggiungere in Serie A.

L'irrinunciabilità di una proposta inglese è discorso valido per tantissime, probabilmente quasi per tutte, ma non per la ventiduenne di Gorno. Una che è arrivata in giallorosso dal giorno uno, segnalata alla Roma per la squadra che stava nascendo dal tecnico (di ora e allora) della nazionale italiana Under19 Enrico Sbardella, e da quel giorno si è costruita un ruolo da assoluta protagonista. È quella che ha giocato più partite (75, persino più di capitan Bartoli), segnato più gol (30) e rappresentato una costante inamovibile nel gioco romanista. Era titolare i primi due anni nel 4-3-3 di Bavagnoli e, quando mancavano i gol della punta, era lei a rientrare sul destro dalla fascia mancina per calciare o entrare palla al piede dentro l'area di rigore.

Nell'ultima stagione, prima che l'allenatrice trovasse la chiave del 4-2-3-1, solo i gol suoi e di Lazaro facevano male alle avversarie e davano qualche punto a una Roma in difficoltà. Col modulo nuovo lei si è adattata, tanto da rendere i suoi strappi offensivi comunque determinanti e da rendersi protagonista nelle partite decisive. 1.738 minuti in campo nello scorso campionato (1.873 contando anche le coppe e la Nazionale, di cui si avvia a diventare assoluta protagonista).

Uno stato di forma invidiabile al ritiro del Terminillo e la grinta di arrabbiarsi per ogni pallone sbagliato anche in allenamento. Nel corso degli anni Serturini ha chiuso tante porte per rimanere in giallorosso: la voleva la Fiorentina, ci hanno pensato anche la Juve e il Valerenga in Spagna. Niente da fare, Serturini vuole certamente giocare la Champions come ogni giocatrice ambiziosa; il suo livello in continua crescita l'ha resa appetibile per le big europee, ma lei vuole farlo con la Roma a cui è legata e che è «sempre fiera di portare addosso». Un atto d'amore, da una romanista di Gorno.