Truffava clienti stipulando false polizze assicurative, oltre 100 e per un valore di 2 milioni di euro, e intascando i soldi. Di fatto si era creata una specie di banca privata che però non tutelava i soldi dei risparmiatori ma assicurava solo guadagni a chi gestiva la cassa. Per questo nella giornata di ieri i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito il sequestro di beni immobili, per un valore di circa 400mila euro, nei confronti di Julia e Margherita Bani. «I due sono ritenuti responsabili – si spiega in una nota –del reato di riciclaggio. I proventi illeciti, frutto delle truffe commesse dal proprio familiare Mario Miceli – si aggiunge – un ex consulente finanziario, accusato di aver frodato i propri clienti, proponendo loro investimenti redditizi al solo fine di farsi consegnare ingenti somme di denaro che ha destinato, invece, a proprio personale profitto». Si sono delineati ben presto i contorni di una vera e propria truffa. «Miceli – si sottolinea sempre nella nota – facendo leva sulla sua qualifica professionale, nonché sulla posizione di persona di fiducia che poteva vantare nei confronti dei clienti, prospettando allettanti tassi di interesse, ha indotto le vittime a stipulare oltre cento false polizze assicurative per un valore complessivo di più di 2 milioni di euro. Secondo un classico schema truffaldino, i rendimenti venivano inizialmente garantiti grazie all'incasso delle quote pagate dai nuovi e inconsapevoli investitori». Le denunce di alcune vittime del raggiro, che se ne sono rese conto allorquando hanno incontrato le prime resistenze alla restituzione delle somme affidate al Miceli, hanno fatto scattare le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, dirette dalla Procura della Repubblica capitolina, che hanno consentito di scoprire la frode attraverso la minuziosa ricostruzione dei flussi finanziari. Nel corso delle ultime settimane parecchie segnalazioni sarebbero partite da diversi clienti. Il provvedimento di sequestro emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari ha avuto ad oggetto la parte dei proventi che il truffatore ha tentato di occultare mediante l'utilizzo di conti correnti di due familiari compiacenti, per questo motivo denunciati per riciclaggio, allo scopo di ostacolarne la provenienza delittuosa. Il vincolo cautelare è stato apposto a 3 immobili di tipo residenziale siti in Roma, di proprietà dei citati familiari, per un valore corrispondente alla somma confluita sui loro conti correnti