Il più bel percorso, il più alto numero di arrivati (11.730, contro i poco più di 5000 di Milano), il tempo più veloce corso quest'anno sul suolo italiano. La maratona di Roma può sicuramente crescere e migliorare, ma per farlo avrebbe bisogno di aiuti, non di ostacoli. Ieri si è corsa la 24esima edizione, in una splendida giornata, forse fin troppo per i podisti che sono arrivati oltre le 3h30', con prestazioni di alto livello e belle storie. Almeno tante quante lo sono quelle di tutti i partecipanti. 

Il personaggio del giorno è la 24enne etiope Rahma Chota Tusa, vincitrice della gara romana per la terza volta, proprio come accadde alla Dado, poi vincitrice anche a New York. In campo maschile torna invece alla vittoria il Kenya con il 32enne Cosmas Jairus Kipchoge Birech, che ha tagliato il traguardo in 2:08:03. Entrambi i risultati dei vincitori sono stati i più veloci corsi in Italia quest'anno.

La gara maschile era partita a un ritmo indiavolato: 14:56 i primi 5 km, 29:58 al 10°, 44:58 al 15°, con una proiezione finale di 2:06. A metà gara il gruppo dei primi è passato in 1:03:18, nettamente sotto il ritmo del record della corsa di 2:07:17 del 2009. Dopo il 25° km (1:15:12), però, quando le lepri si sono fermate, la gara ha avuto un momento tattico, fino a quando al 30° km (1:30:35) Birech ha preso in mano la situazione, mettendosi davanti a tutti. Solo due atleti sono stati in grado di seguirlo inizialmente: l'etiope Dejene Debela Gonfa e il connazionale Ibrahim Abdo Abdi, che però da qualche anno corre per il Bahrein. Gonfa ha rallentato un paio di chilometri dopo e la sfida è stata a due fino a piazza di Spagna, quando il keniano, che più volte si era sbracciato per chiedere un cambio all'avversario, ha lanciato l'attacco e si è involato verso la vittoria. Birech, che è il fratello maggiore del forte siepista, vive a Iten, uno dei cuori dei campioni keniani, dove si allena nel gruppo del manager italiano Gianni Demadonna, guidato dal coach Joseph Cheromei. Sposato, è padre di tre bambini, di cui l'ultimo è nato solo un paio di mesi fa. Il primo atleta italiano all'arrivo è stato Ahmed Nasef, 43enne di origine marocchina e bicampione italiano in carica, che gareggia per l'Atletica Desio: dopo una prima metà gara in 1:09:30, ha concluso in 2:21:07, conquistando il 13° posto.

Nella gara femminile Sharon Jemutai Cherop, atleta con un palmares prestigioso, è partita all'attacco fin dal primo metro, tanto che dopo 5 km aveva già mezzo minuto di vantaggio su Tusa e le altre. Le etiopi però hanno pian piano rimontato e dopo il passaggio al 15° km in 50:52, al 17° km è avvenuto il ricongiungimento, con un terzetto in testa formato da Cherop, Tusa e la giovane debuttante Dalila Abdulkadir Gosa. Tusa non si è accontentata ed è subito partita all'attacco, tanto che a metà gara era da sola (1:11:19), con Cherop a una decina di secondi. Il resto della gara è stata una cavalcata per l'etiope, il cui unico obiettivo è diventato quello cronometrico: alla fine ha chiuso in 2:23:46, migliorando di quasi un minuto e mezzo il suo primato (2:25:12) e segnando il miglior tempo della storia della Maratona di Roma dopo il record di 2:22:53 di Galina Bogomolova del 2008. La prima italiana al traguardo è stata la 46enne romana Paola Salvatori che ha concluso 13° in 2:50:18.

Nella gara per atleti diversamente abili, categoria wheelchair, hanno vinto lo spagnolo Rafael Botello Jimenez in 1:54.19 e l'olandese Margriet Van Den Broek in 2:21.41. Tra gli handbiker ha trionfato l'azzurro Mauro Cratassa, 54enne di Vitorchiano, in 1:22:15.