Ombre sul blitz di via Curtatone. Ad un mese di distanza dall'operazione che ha portato allo sgombero di circa 500 persone, s'intensificano le verifiche sull'accaduto. Matteo Orfini, presidente del Pd ha inviato un documento al ministro Minniti esortandolo ad intervenire per monitorare diverse situazioni. Partendo dagli aspetti puramente immobiliari della vicenda.

La Procura capitolina, lo ricordiamo, ha aperto un fascicolo d'indagine sul presunto racket nella gestione del palazzo sgomberato, dopo quasi quattro anni dall'occupazione e un anno e mezzo dall'ordine di sequestro firmato dal giudice. «La società Sea Servizi Avanzati, nell'ottica di entrare presto nella disponibilità in locazione dell'immobile - si legge nell'atto depositato da Orfini - secondo alcuni organi di stampa, avrebbe trattato direttamente con il Comune e con gli occupanti dello stabile mediante l'ex generale dei carabinieri Antonio Ragusa, condannato in primo grado per turbativa d'asta».

E questo è un elemento che finora era rimasto piuttosto nascosto. Ricordiamo che il 19 agosto lo sgombero riguardò persone per la maggior parte di origine eritrea e somala ed in possesso dello status di rifugiato politico o di altra forma di protezione internazionale. Orfini ha puntato il dito sulle criticità capitoline. "Lo stabile di proprietà del fondo immobiliare speculativo IDeA Fimit sgr, risulta da anni in stato di abbandono e occupato dal 2013 - aggiunge Orfini - una situazione non inusuale, conseguenza della gravissima emergenza abitativa in cui versa la Capitale. Lo sgombero effettuato nella giornata del 19 agosto sarebbe avvenuto senza alcuna predisposizione, da parte dell'amministrazione capitolina, di un piano per l'idonea sistemazione abitativa degli occupanti e per l'accoglienza delle categorie più fragili. L'assenza di alternative alloggiative ha portato centinaia di persone a dormire per strada mentre alle donne in stato di gravidanza, ai minori e alle persone malate è stato consentito di rientrare nello stabile".

Omissioni della giunta

Ed è l'amministrazione Raggi nel mirino dell'esponente democratico. «La discordanza tra le versioni rilasciate dalla prefettura e dall'amministrazione capitolina appaiono sintomatiche dell'inadeguatezza dell'operato di quest'ultima - si legge - secondo il sindaco Raggi e l'Assessore alle politiche sociali Baldassarre il Comune di Roma non era a conoscenza della presenza di minori nello stabile, né aveva a disposizione il censimento degli occupanti. Eppure, come confermato dalla Comunità di S. Egidio, i minori da loro assistiti frequentavano regolarmente scuole pubbliche e, dalle ricostruzioni operate dalla stampa, risulta inoltre l'individuazione di 107 persone in condizioni di fragilità per cui il comune di Roma aveva il compito di trovare una soluzione alloggiativa».

Parole di condanna sono state pronunciate nei riguardi dell'operazione. «Lo sgombero è proseguito in un clima di tensione crescente, specie verso le persone rimaste nei pressi di Piazza Indipendenza, sino al 24 agosto, quando le forze dell'ordine hanno proceduto ad allontanarle mediante cariche, provocando feriti e momenti di grande paura -prosegue- gravi responsabilità sull'accaduto, sono imputabili a omissioni della giunta capitolina. Come affermato al quotidiano La Repubblica dal capo della polizia Franco Gabrielli, non sarebbe stata data alcuna attuazione alla road map stabilita nel 2014 dall'allora prefetto di Roma e dal Commissario straordinario Tronca per la soluzione del disagio abitativo legato alle occupazioni abusive, da realizzare in forza di apposite risorse stanziate dalla regione Lazio con delibera di giunta n. 18 del 15 gennaio 2014, confermate nella disponibilità del comune di Roma con le delibere di giunta n. 110 del 15 marzo 2016 e n. 239 dell'11 maggio 2017».

Cento occupazioni

C'è infine il capitolo degli edifici occupati nella capitale. «Secondo quanto dichiarato dal prefetto Basilone vi sarebbe un elenco di circa 100 immobili occupati nella città di Roma, in cui vivrebbero diverse migliaia di persone, che sarebbero oggetto di prossime azioni di sgombero -afferma Orfini- chiedo al ministro Minniti se non ritenga opportuno assumere le iniziative di competenza per accertare, nel minor tempo possibile, le responsabilità conseguenti e gli eventuali eccessi nell'uso della forza e se non ritenga opportuno fare chiarezza sull'attuale situazione alloggiativa delle persone sgomberate; oltre eventualmente acquisire elementi sulla disponibilità e sull'utilizzo dei fondi per l'emergenza abitativa nel Comune di Roma». Nel frattempo il ministro dell'Interno Marco Minniti sul tema delle occupazioni ha precisato che «serve un monitoraggio permanente e bisogna risolvere le nuove occupazioni in tempi rapidi. Non consentiamo di stabilizzare situazioni non corrispondenti a principi legalità».