Emergenza abitativa a Roma: 40 milioni a disposizione non sarebbero sfruttati. Il problema tocca 30.000 famiglie. Per questo è stato chiesto l'intervento del governo. Un'interrogazione è stata presentata ieri al ministro dell'Interno Marco Minniti. Tutto parte dalla vicenda del 10 agosto 2017, giorno in cui avvenne lo sgombero dell'edificio di via Quintavalle, occupato da oltre 60 famiglie.

«Lo sgombero è avvenuto con un imponente impegno delle forze dell'ordine, senza che per le famiglie fosse stato predisposto alcun piano di accoglienza -evidenzia Matteo Orfini nell'interrogazione- 66 nuclei familiari di cui 30 minori (alcuni in tenerissima età), si sono rifugiati nel porticato della chiesa di SS.Apostoli di Roma, dove vivono ancora in condizioni di estremo disagio, che vanno aggravandosi con l'avanzare del freddo».

Il presidente del Pd afferma che «ad oggi, sembra che le uniche proposte avanzate dall'amministrazione comunale siano soluzioni temporanee che prevedono la separazione dei nuclei familiari e per questo sono state rifiutate».

La deliberazione della Regione Lazio n. 18 del 15 gennaio 2014 «Piano straordinario per l'emergenza abitativa nel Lazio e attuazione del Programma per l'emergenza abitativa per Roma Capitale» e le successive deliberazioni attuative, (tra le quali, in particolare la deliberazione regionale n. 110 del 15 marzo 2016) individuano tra le categorie degli aventi diritto ad un alloggio popolare anche gli abitanti di «immobili pubblici e privati impropriamente adibiti ad abitazioni».

«Le famiglie che vivevano nello stabile di via Quintavalle rientrano tra gli aventi diritto ad un alloggio popolare -si sottolinea nell'atto ispettivo- tali delibere regionali prevedono, inoltre, un finanziamento di 40 milioni per l'anno 2017 da destinare all'emergenza abitativa della città di Roma. Fondi che risultano al momento inutilizzabili per la mancata firma delle prevista convenzione da parte dell'amministrazione di Roma Capitale. Ricordiamo che per la Caritas di Roma sono 30.000 le famiglie in emergenza abitativa a Roma».

Nel decreto-legge del 20 febbraio 2017, n. 14, l'articolo 11 stabilisce che nella determinazione delle modalità esecutive di sgombero da parte del prefetto, vada garantita anche la «tutela dei nuclei familiari in situazione di disagio economico e sociale» e che i livelli assistenziali «devono essere in ogni caso garantiti agli aventi diritto dalle regioni e dagli enti locali».

Merita di essere ricordata la direttiva del 18 luglio 2017 n. 11001/123/111, attraverso la quale il Ministero dell'Interno ha chiarito come il comma 2 dell'articolo 11 del decreto-legge n. 14 del 2017 prevede che le direttive del prefetto «devono stilare i criteri di priorità degli interventi di supporto all'attuazione dei cennati provvedimenti giudiziari, sulla base di una "scala" che insieme alla tutela delle famiglie in situazione di disagio economico e sociale deve contemperare una pluralità di interventi».

Con successiva circolare del Ministero dell'Interno del 1 settembre 2017 si ribadisce, che secondo quanto previsto dal decreto-legge n. 14 del 2017 "La tutela dei nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale è assurta, con la legge di conversione del decreto, a condizione prioritaria per la definizione delle modalità di esecuzione delle operazioni di sgombero".

«L'unico provvedimento della giunta comunale -si evidenzia nell'interrogazione parlamentare- è il bando previsto dalla determinazione dirigenziale del 23 ottobre 2017 avente per oggetto l'indizione di una procedura negoziata per il reperimento di strutture di accoglienza temporanea, articolata in moduli abitativi, anche prefabbricati, per ospitare nuclei familiari in condizioni di vulnerabilità sociale, per un numero massimo di 100 persone dal 1° dicembre 2017 al 30 novembre 2018. Tale bando non può rappresentare per l'interrogante in alcun modo una risposta a quanto previsto dal Ministero dell'Interno né una soluzione, neppure temporanea, alla questione dell'emergenza abitativa».

Non c'è dubbio che l'emergenza casa sia una delle priorità assolute nella Capitale. Orfini nell'atto ispettivo ha chiesto l'intervento dello stesso Minniti. «Chiedo se non ritenga per quanto di competenza, fornire con urgenza elementi relativi agli interventi fattivamente messi in atto per affrontare la situazione delle famiglie che si trovano nel porticato della chiesa di SS.Apostoli, con soluzioni dignitose e non temporanee che garantiscano l'unità dei nuclei familiari -ha rimarcato il deputato- e se soprattutto non ritenga opportuno fornire ogni elemento in possesso del Governo sulla disponibilità e sull'utilizzo dei fondi per l'emergenza abitativa nel Comune di Roma». La vicenda dei fondi per 40 milioni di euro non può essere sottaciuta e merita un approfondimento ministeriale.